1 Notre Dame è Parigi ed è la Francia

La cattedrale incarna la nazione francese unita nel cattolicesimo, e forse l’idea di nazione tout court, di certo non è un simbolo della Rivoluzione, che la danneggiò gravemente

“Dopo la torre Eiffel, viene Notre Dame” dicono già in molti da Parigi. Stupidaggini. Notre Dame è Parigi ed è la Francia, Quasimodo ed Esmeralda, romanzo e ceci tuera cela, il soggetto dei capolavori di Gustave Doré e degli impressionisti, il gotico e il neogotico. La sua storia coincide con quella della prima nazione europea, essendo stata costruita con la pianta attuale giusto cinquant’anni dopo l’affermazione di Parigi come capitale del nuovo regno dei Capetingi. Le sue campane sono quelle che scandivano il tempo per un millennio, il suo portale era il punto da cui si sono sempre misurate le distanze esatte dalle altre città di Francia e del resto d’Europa.

Se Notre Dame incarna la nazione francese unita nel cattolicesimo, e forse l’idea di nazione tout court, di certo non è un simbolo della Rivoluzione, che la danneggiò gravemente, tantomeno della Repubblica della laïcité – lo è semmai la più sbarazzina Tour Eiffel. E infatti, proprio per questo, Bonaparte si fece incoronare imperatore qui nel 1804 dopo una sommaria risistemazione seguita ai saccheggi e alle devastazioni postrivoluzionari, ma per avere un autentico ripristino bisogna attendere Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc che lo fece all’epoca della restaurazione di Napoleone III e del Barone Hausmann: Viollet è stato il teorico del restauro alla francese cioè sostitutivo della materia, fautore delle ricostruzioni à l’identique, agli antipodi cioè del suo rivale inglese John Ruskin che invece amava quasi feticisticamente le rovine del gotico purché autentiche anche se del tutto delabré.

Per questo Viollet-le-duc si spinse ad aggiungere un elemento come l’alta guglia centrale in legno e ferro, mai esistita nel Medioevo, caduta oggi come un palo della luce. Ciò che allora sembrava una conquista della modernità ottenuta nella ricostruzione fantasiosa di un elemento storico, si è rivelata un innesco troppo facile per l’incendio, ed è incredibile che il cantiere di restauro di un simbolo ancora vivo dell’Occidente – non come il Partenone cioè, che è morto, rovina – fosse sguarnito di sorveglianza e sistemi antincendio in schiuma chimica. Victor Hugo avrebbe commentato, in latino: Tempus edax, homo edacior(il tempo è cieco, l’uomo è stupido).

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