Cancro: capire se la chemio funziona dopo un solo trattamento

Normalmente occorrono tre mesi per accertare se la chemioterapia sta dando o meno i risultati sperati in termini di riduzione del tumore. Un team di ricercatori dell’Università della California ha però messo a punto un sistema diagnostico che combina TAC e PET per ridurre questo tempo a una sola settimana. Ed evitare così a molti pazienti gli effetti collaterali della terapia quando questa è inefficace

L’immagine di una Tac

Un gruppo di oncologi del Jonsson Comprehensive Cancer Center dell’Ucla in California ha messo a punto un sistema combinato di PET (Tomografia emissione di positroni) e tomografia computerizzata per determinare dopo un solo trattamento se la chemioterapia a cui è sottoposto un paziente oncologico sta avendo effetto. La messa a punto di questo sistema diagnostico permetterà ai medici di interrompere la terapia che si dimostra inefficace.

Gli oncologi spesso devono aspettare mesi prima di poter determinare se un trattamento sta funzionando. Ora, grazie a un metodo non invasivo, i ricercatori dell’Ucla hanno mostrato che è possibile capire dopo un solo ciclo di chemioterapia se i farmaci stanno o meno uccidendo il cancro.

L’esperimento è stato fatto su 50 pazienti affetti da sarcoma sei tessuti molli (tessuto connettivo) che stavano ricevendo una chemioterapia che aveva lo scopo di ridurre i tumori prima dell’intervento chirurgico. Lo studio ha dimostrato che era possibile determinare la risposta alla terapia dopo appena una settimana dalla prima dose di farmaci chemioterapici, contro i tre mesi solitamente richiesti per poter appurare se la terapia sta funzionando.

Fritz Eilbert, assistente alla cattedra di Oncologia chirurgica e direttore del programma Sarcoma al Jonsson Cancer Center dell’Ucla, nonché autore dello studio, pubblicato sul numero odierno della rivista Clinical Cancer Research , ha dichiarato: “Non ha senso somministrare al paziente un trattamento che non sta funzionando. Questi farmaci fanno stare i pazienti molto male e hanno seri effetti collaterali a lungo termine”. La PET mostra le funzioni biochimiche in tempo reale, come fosse una macchina fotografica molecolare. Per questo studio Eilbert e i la sua squadra hanno monitorato le funzioni metaboliche del tumore, o quanto zucchero veniva consumato dalle cellule tumorali. Siccome crescono senza controllo, le cellule tumorali consumano più zucchero delle cellule normali, il che le rende più visibili alla PET. Per determinare l’efficacia della terapia, i ricercatori dovevano notare una diminuzione dell’attività metabolica del tumore del 35 per cento. Dei 50 pazienti considerati, 28 non hanno risposto in maniera attesa, ed è stato possibile accertarlo dopo una sola settimana dall’inizio del trattamento. Questo ha permesso di interrompere immediatamente la somministrazione e passare a un trattamento sperabilmente più efficace per fare in modo che il paziente potesse sottoporsi all’intervento chirurgico più rapidamente.

Per più della metà dei pazienti dello studio, quindi, proseguire la chemioterapia non aveva senso. “Nonostante lo studio fosse incentrato su pazienti in attesa di intervento”, ha dichiarato Eilbert, “penso che questi risultati avranno un impatto ancora maggiore sui pazienti con tumori inoperabili o con metastasi, perché consentono di fare una valutazione molto più rapida dell’efficacia del trattamento e aiutano i medici a prendere decisioni che avranno un impatto enorme sulla qualità della vita”.

Eilbert e colleghi continueranno a seguire i pazienti e un trial clinico è in corso sulla base dei risultati ottenuti con lo studio, che ha coinvolto esperti in chirurgia, oncologia, radiologia, farmacologia molecolare, patologia, medicina nucleare e biostatistica.

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http://archivio.panorama.it/mytech/Cancro-capire-se-la-chemio-funziona-dopo-un-solo-trattamento

 

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