Casa di Cura San Feliciano a Roma – La Clinica Della Vergogna!

Conoscete la Casa di Cura San Feliciano sita In una traversa di Via Val Cannuta 132 a Roma ? Beh se non la conoscete stateci ben lontani. Avete presente il film Pierino il Medico della Saub? E’ ancora peggio. Stamattina accompagno li un mio amico malato oncologico per una lastra urgente ai polmoni. Premetto che questa persona ha anche due costole incrinate, quindi sono entrato con l’auto per avvicinarmi all’ingresso parcheggiando in maniera da non intralciare l’arrivo di un eventuale ambulanza (anche se visto il posto non credo neanche che ne sia mai entrata una). Appena entriamo noto un struttura fatiscente e i muri hanno delle crepe e parti mancanti, sembrava più il castello di Dracula. Appena parcheggiato facciamo scendere questo paziente e subito veniamo fermati da tre e dico tre, “medici” che fumavano come ciminiere (avete presente i dottori di Fantozzi che giocano al computer mentre di la i malati soffrono? Ecco uguali). Subito ci dicono in coro “Li non si può parcheggiare”, siccome neanche io mi sono svegliato di buon umore gli rispondo che il paziente è oncologico deve fare una lastra urgente ed ha due costole incrinate e non ce l a fa a camminare, allora si girano dicendomi che non c’è problema. Entriamo dentro e ci dirigiamo verso quello che dovrebbe essere lo sportello di accettazione ma che in realtà è il centralino. Ci avviciniamo alla “signora” dello sportello e lei neanche ci fa aprire bocca e ci dice: “Li non si può parcheggiare”, cercai di spiegare alla “signora” la situazione e che il ragazzo è malato oncologico e per tutta risposta questa “signora” ci dice: “A me non m’interessa (l’italiano è optional), qua ce stanno malati in dialisi e stanno male pure loro, li non ci dovete parcheggiare”. Siccome la stavo per mandare a quel paese per evitare mi giro e dico all’altro accompagnatore di andare col paziente in accettazione e che intanto io avrei spostato la macchina. Poi ci ripenso e mentre esco le dico: “Sarebbe da prendervi a pistolettate in testa”, non nel senso di sparare (intendevo un altro tipo di pistolettate), ma non solo alla “signora” ma anche ai medici che una volta che mi vedo uscire da solo mi dicono: “Scusi ma non lo faccia camminare al paziente, si avvicini qui con la macchina” per tutta risposta dico loro: “Non perché altrimenti la “signora” s’incazza, però pure voi, vedete che è malato oncologico, che cammina a fatica, respira a fatica mettetevi una mano sulla coscienza, non che a me interessi parcheggiare qui dentro…” . Una volta posteggiata la mia auto entro dentro e trovo il paziente che fa la fila, allora dico all’altro accompagnatore: “ma non deve fare la fila! Ha diritto a passare avanti!”, ma niente allo sportello ci ordinano di fare la fila, non si commuovono e non capiscono la situazione. Finalmente giuste il nostro turno: diamo la richiesta del medico per l’rx toracica e la signorina ci dice: “Eh ma gliela fanno alle 11, però le risposte gliele danno dopo due giorni lavorativi”, il paziente controbatte: “Si ma a me servono urgenti per Lunedì che ho la visita all’ospedale!”, la signorina dell’accettazione gli dice “va bene prova a chiedere giù quando vai, al massimo aspetti un paio di giorni che problema c’è” e sorride. Ah no signorina non c’è nessun problema, avete appena aggirato i diritti di un paziente oncologico, aggredito verbalmente una persona, ci volevate impedire di parcheggiare dentro per un secondo, non gli fate l’rx al torace che è anche urgente, il paziente fatica a respirare, fatica a camminare, in più all’uscita l’ho dovuto accompagnare a piedi fuori dalla clinica perché se entro dentro con la macchina vi fate girare le palle…….e che problema c’è? Quanto vale la vita di una persona?

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