LA GRANA “STADIO DELLA ROMA”

LA GRANA “STADIO DELLA ROMA”

E’ UN DANNO SOLO PER IL PRESIDENTE PALLOTTA? COSA POTREBBE AVVENIRE?

Non solo una maxi causa da 1 miliardo – cifra da accantonare subito a bilancio, così grande da far collassare il Comune – che intenterebbero subito i proponenti. Ve li immaginate un milione di cittadini sedotti dalla possibile fattibilità di un progetto così ambizioso, furiosi per diniego e un danno morale e materiale alla loro squadra del cuore?

Ma non c’è in ballo la sola responsabilità sulla sopravvivenza della Roma, di cui l’azionista Usa “non è mai venuto meno agli impegni assunti”. Ma se saltasse il progetto stadio, Pallotta non coinvolgerebbe solo il suo club con svendite mostruose, ma l’intera bella Italia. Lo ha detto lui stesso, nemmeno troppo tra le righe: “Se non ci fosse un esito positivo sarebbe catastrofico per il futuro della Roma, per il calcio italiano, per la Capitale e per i futuri affari in Italia”. Vuole dire che il messaggio dell’amministrazione farebbe crollare gli investimenti nella città, e nel paese. In fin dei conti si tratta di una “Società quotata in Borsa” e l’effetto su Piazza Affari sarebbe davvero catastrofico dopo un incidente diplomatico tra Italia e Usa.
No?

Purtroppo il parere di Beppe Grillo e del V Stelle (“si, va bene costruirlo ma NOn A TOR DI VALLE!”) si sta incanalando verso un giudizio apparentemente positivo ma che darà luogo ad un enorme contenzioso tra Comune di Roma, AS ROMA, governo italiano e governo statunitense, e i cittadini…

La posizione che intende assumere la leadership del moVimento V Stelle, per la AS ROMA equivale ad un No, dal momento che l’investimento già effettuato sin d’ora ammonta a 60 milioni di euro, ed è già stato approntato a Tor di Valle.

La Società AS Roma, nella figura del Presidente Pallotta, in virtù dell’acquisto di questi terreni si è indebitata con il colosso Goldman & Sachs, con prestiti per 200 milioni di euro (ripartiti sul lungo termine) connessi all’attività sul sito di Tor di Valle (da loro stessi prescelto tra numerosi), per l’edificazione del trittico Stadio/Torri/Quartiere. Tra l’altro la Goldman & Sachs ha preteso che i debiti concessi venissero vincolati alla presenza nel ruolo di presidenza dello stesso Pallotta.

IL PUBBLICO INTERESSE

Nei giorni scorsi, I. Marino (ex Sindaco di Roma) ha voluto fugare i dubbi sul “pubblico interesse”, legame ancorato al trittico Stadio-Quartiere-Torri. A tal proposito, Marino è stato chiaro ” … basta che decada un solo punto, su quanto approvato dalla mia Giunta in merito al pubblico interesse, e salta tutto. Se accade pagheremmo delle penali enormi alla Società…”

15.000 potenziali posti di lavoro (che probabilmente andranno in fumo) possono essere motivo di pubblico interesse in un paese dove aumenta la disoccupazione?

PERICOLO ESONDAZIONI, PARLA PAPALIA, PRECEDENTE PROPRIETARIO DI TOR DI VALLE

Ci sono mai state esondazioni?
“No, infatti mi ha meravigliato questa preoccupazione, soprattutto per le associazioni ambientali che non si sono mai preoccupate allora dei settecento cavalli che stanziavano all’interno dell’ippodromo. Nessuna esondazione del Tevere, e anche quando le acque basse derivanti dalle piogge forti, anche quando sull’Ostiense veniva sommersa qui a Tor di Valle entravano in funzione automaticamente due idrovore che sono collocate all’ingresso di Tor di Valle, poste all’entrata dell’ippodromo. Queste pompe appena l’acqua diventava insistente si mettevano automaticamente in funzione e prosciugavano tutto. L’acqua veniva condotta sul cervello del collettore che corre lungo la via del Mare. Noi non abbiamo mai dovuto annullare in 50 anni una sola giornata di corse per maltempo, solo quando ha nevicato perché non avevamo lo spazzaneve. L’unica a essere competente nel definire un’area a rischio esondazione in quel quadrante è l’autorità del bacino del Tevere che ha sempre escluso Tor di Valle, indicando un rischio solo nel Torrino per una possibile esondazione nel fosso di Vallerano”.

Lei è mai stato contattato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici?
“Mai, assolutamente. Quando è stata fatta la traslazione nel 2013, il manufatto aveva 53 anni. Ricordo che Parnasi acquisì una certificazione in cui la Sovrintendenza escludeva il valore culturale dei manufatti all’interno del comprensorio. Quella certificazione aveva tranquillizzato sicuramente il notaio”.

IL PARERE DELL’AUTORITA’ DEL BACINO IDRICO

Giorgio Cesari, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino del fiume Tevere, è intervenuto in esclusiva a “Pagine Romaniste” dove ha parlato del rischio idrogeologico.

“Il parere è stato mandato al Presidente del Consiglio e sarà esposto a nome di tutte le amministrazioni centrali e quindi c’è necessaria riservatezza su quanto è contenuto nel nostro parere che verrà esposto il 3 marzo anche se ogni giorno c’è una notizia nuova“.

Perché si parla sempre di rischio idrogeologico anche se sono state fatte tutte le valutazioni del caso?
“Se noi abbiamo espresso un parere che sarà reso noto, e dato al Presidente del Consiglio a nome di tutte le amministrazioni centrali quindi conterà anche il nostro parere e le prescrizioni, non significa che noi abbiamo approvato qualcosa, né potevamo approvare uno Stadio. Noi diamo un parere dalla parte nostra su quelle che sono i riferimenti a rischio idrogeologico e anche ai problemi conseguenti all’applicazione delle direttive europee e quindi in termini di pressioni sul corpo idrico, in termini di qualità dell’acqua etc. Sto dicendo i termini generali e non necessariamente attinenti allo Stadio. Quindi il problema principale è se si parla che c’è rischio idrogeologico etc. se i politici lo dicono poi ci penseranno le competenze che ci sono nell’Autorità di Bacino e noi agiremo come nostro dovere e non come nostro atto di volontà, ci mancherebbe altro”.

L’ultima parola spetterebbe alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che potrebbe, per cause di forza maggiore, prendere in mano la situazione per il bene comune.

IL PARERE DEL GOVERNO

Il ministro Franceschini: “La decisione finale al Cdm” (Consiglio dei Ministri)
Il ministro Dario Franceschini ha ricordato che “la decisione finale, per la parte di competenza statale, potrà essere portata alla decisione del Cdm”.
“Ha detto bene il ministro Madia – ha specificato Franceschini – su vincoli e pareri le soprintendenze sono autonome e indipendenti e il ministro dei Beni culturali non ha alcuna possibilità di condizionarne le scelte. Se intervenissi per cercare di influenzare procedimenti in corso, violerei la legge, commettendo un atto illecito”.

IL PARERE DEL PRESIDENTE DELL’UEFA

«Lo stadio della Roma? Ho letto molto su questo argomento ma a dire la verità quello che so l’ho appreso dai media. Non ho un’idea completa, non so se si tratta del luogo giusto, di chi siano le responsabilità. L’unica cosa che so è che se non si farà lo stadio sarà un disastro non solo per la Roma ma anche per il calcio italiano». Così il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, durante la conferenza stampa tenuta al termine della visita ufficiale in Federcalcio a Roma.

«La mia unica preoccupazione per l’Italia riguarda le infrastrutture» ha aggiunto Ceferin parlando al termine della visita nella sede di Roma della Figc. «Senza strutture non si riesce a sviluppare il calcio o organizzare competizioni importanti – le parole del presidente dell’Uefa -. Se l’Italia vuole competere con paesi come Spagna, Germania e Inghilterra ha bisogno di infrastrutture migliori. Mi auguro che questo problema venga risolto a breve con l’aiuto del Governo. Senza infrastrutture non si va avanti, e questo è un danno per l’Italia e di riflesso anche per Uefa e Fifa»

IL NOSTRO PARERE

A questo punto, ve la immaginate la torta da tagliare?

E’ grande come una manovra economica, stimata tra penali e mancati guadagni intorno a 8 Miliardi di euro. Un danno ernome, catastrofico per Roma e l’Italia.

Si sente già parlare di “danno erariale” e cause verso il Comune. Ma questi soldi chi li paga? I Cittadini romani? I Cittadini italiani? Il Movimento V Stelle? In soldoni, chi paga questo “No mascherato da Si”? Ci sono persino sondaggi su Agorà, Raitre, in cui si parla di non volere lo Stadio. Una follia. Pur di giustificare un errore si ricorre con telefonate a campione a sondaggi (fittizi?) (che vanno a toccare solo chi “è di parte”?). Lo Stadio non è solo un vanto, sportivo, ma motivo di rilancio di una  Capitale in degrado, morale e materiale, vanto di uno Stato, lo Stato Italiano, che merita glorie ben maggiori di quelle attuali. Ve lo immaginate un Derby di Champions League, visto da tutto il mondo? Magari con due squadre che si affrontano a viso aperto, apprezzate, come Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Manchester City, Manchester United? Noi si, e sarebbe splendido. E non ci va giù che Roma e la AS Roma vengano travolte da un processo alle intenzioni con “una esondazione invisibile”.

In questo caso, secondo voi, chi pagherebbe per i danni? 

BY ANALISTA OMBRA

(Visited 10 times, 1 visits today)

Lascia un commento