Porti, commercio e energia. Ecco tutti gli accordi firmati da Italia e Cina

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accolto il presidente cinese Xi Jinping a Villa Madama alle 10:40 di questa mattina. Sarà il saluto del leader di Pechino a Roma, ma anche il giorno della firma del memorandum d’intesa fra Italia e Cina nell’ambito della Nuova Via della Seta.

Gli accordi siglati fra i due Stati saranno 29 per un totale di sette miliardi di euro. Una cifra che sembra essere decisamente inferiore a quanto prospettato in questi giorni da molti fautori  dell’accordo fra Pechino e Roma, ma che soprattutto per Xi ha un grande valore politico. L’Italia si unisce ai partner strategici della Cina. E formalmente, è il primo Paese dell’Unione europea, del G7 e fra i migliori alleati degli Stati Uniti a unirsi all’iniziativa della Nuova Via della Seta.

Il governo italiano e quello leader cinese hanno firmato una serie di accordi bilaterali che mirano a rafforzare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi. E a Villa Madama è stato siglato anche il memorandum d’intesa sulla collaborazione nell’ambito della Nuova Via della Seta tra il vice presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio e il presidente della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma He Lifeng. Lo stesso Di Maio ha poi firmato col ministro degli Esteri Wang Yi un protocollo d’intesa per le star-up e con il ministro del Commercio Zhong Shan un altro accordo sul commercio elettronico.

Altro ministro coinvolto stato quello dell’Economia e delle Finanze Giovanni Triache ha sottoscritto con Wang Yi un accordo che elimina il sistema delle doppie imposizioni per quanto riguarda le imposte sul reddito e un accordo volto a combattere evasione ed elusione fiscale. Mentre il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio ha firmato con l’ambasciatore cinese a Roma Li Ruiyu, un protocollo per l’esportazione di agrumi freschi dall’Italia alla Cina. Sul piano culturale, invece, i due Paesi si sono impegnati a combattere il traffico di reperti archeologici.

Il ministero della Saluta italiano e quello cinese hanno siglato un accordo sulle esportazioni di carne e cibi dalla Cina all’Italia. Coinvolto anche il ministero dell’Istruzione e della Ricerca per progetti di cooperazione fra i due Stati. Il viceministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Emanuela Claudia Del Re e il viceministro degli Esteri Wang Chao hanno poi firmato un memorandum d’intesa sulle consultazioni bilaterali.

Sotto il profilo strategico ed economico, accordi molto importanti sono stati siglati nell’ambito dell’industria aerospaziale tra l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e la China National Space Administration per la missione “China Seismo-Electromagnetic Satellite 02” (Cses-02) . 

I rappresentanti di Italia e Cina hanno firmato poi una serie di accordi commerciali di estrema importanza. Innanzitutto, è stato siglata un’intesa di partenariato strategico tra Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Bank of China Limited. Il presidente dell’istituto cinese, Chen Siqing, ha poi concluso con Eni un memorandum of understanding per il partenariato strategico. Siglato anche un accordo per il Programma di Turbine a Gas tra Ansaldo Energia e China United Gas Turbine Technology Co.-Ugtc (società controllata da Spic-State Power Investment Corporation). Accordi anche tra Ansaldo Energia e Benxi Steel Group Co., e Shanghai Electric Gas Turbine Co.

È stato siglato poi un memorandum of understanding tra Cassa Depositi e Prestiti, Snam e Silk Road Fund Co e un accordo di cooperazione sul porto di Treiste firmato tra il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino e il presidente di China Communications Construction Company (Cccc), Song Hailiang. E per quanto riguarda i porti, la Cccc ha anche concluso un accordo di cooperazione con il commissario straordinario per la Ricostruzione di Genova e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Alcuni dei punti chiave criticati in maniera molto profonda dagli Stati Uniti.

Lo scetticismo della Lega

Per il governo italiano una prova particolarmente importante. Il leader della lega, Matteo Salvini, da sempre molto vicino alle preoccupazioni espresse dagli Stati Uniti, ha accolto con un certo scetticismo l’intesa siglata fra l’esecutivo di Giuseppe Conte e quello cinese. 

Il mou con la Cina ha detto il vice premier “va benissimo”, perché “più mercati si aprono per le nostre imprese meglio è”, ma “non mi si dica che la Cina è un Paese dove lo Stato non interviene nell’economia, nella giustizia, nell’informazione”.  Il leader del Carroccio ha detto: “Vogliamo essere cauti quando c’è in ballo la sicurezza nazionale, i nostri dati e la nostra energia, ma se si portano i nostri imprenditori in Cina, bene”. E la sua assenza alla cena con Xi per essere in Basilicata è stato un segnale abbastanza chiaro della volontà di discostarsi da quanto stesse avvenendo a Roma.

http://www.occhidellaguerra.it/accordi-italia-cina-xi/
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