Tragedia a Ischia: Alessia, 18 anni, muore travolta dalle onde davanti alle amiche sulla spiaggia di Citara

Non ce l’ha fatta a resistere alla violenza della mareggiata e alle fortissime correnti che l’hanno trascinata via e sbattuta contro rocce e scogli. Alessia Piatti, 18enne napoletana residente al Rione Alto, è annegata sotto gli occhi terrorizzati delle sue due amiche con le quali era a Ischia in vacanza da pochi giorni. Nonostante l’allarme sia stato lanciato subito e i soccorsi siano stati alquanto celeri, la giovane è morta per annegamento dopo aver tentato disperatamente di tornare a riva. Fatali anche gli urti contro rocce e scogliere disseminati in quel tratto di spiaggia e che probabilmente hanno influito sulla morte della ragazza, così come solo l’esame autoptico ordinato dal magistrato di turno potrà nei prossimi giorni stabilire.

«È stato un attimo, lei era sulla riva e non aveva certo intenzione di entrare in acqua. Ma un mulinello l’ha travolta e l’ha trascinata via. Abbiamo assistito impotenti al suo annegamento», hanno riferito ai soccorritori le due amiche con le quali Alessia aveva preso in fitto un monolocale a Ischia, in via delle Terme. Il corpo oramai cianotico della 18enne è stato recuperato a fatica dai soccorritori di guardia costiera e 118, che hanno tentato – come da protocollo – anche di rianimarla. Ma senza risultati, essendo la giovane già deceduta. Sul posto, gli agenti del commissariato di Ischia e il vicequestore Alberto Mannelli che stanno raccogliendo le testimonianze ed effettuando i rilievi per il rapporto al magistrato di turno.

I familiari di Alessia sono stati avvertiti e nelle prossime ore arriveranno a Ischia per l’identificazione della salma che è stata trasportata alla morgue dell’ospedale Rizzoli. Alessia, che avrebbe compiuto tra poche settimane 19 anni, era alla sua prima esperienza di vacanza indipendente, da maggiorenne. Che la situazione non fosse delle migliori in zona, lo si era capito già dalla prima mattinata, quando i vari stabilimenti balneari avevano esposto la bandiera rossa di pericolo, quella che segnala ai bagnanti il divieto assoluto di entrare in acqua e finanche di avvicinarsi alla riva.

Come incautamente e per inesperienza ha fatto Alessia, che ha pagato con la vita questa sua leggerezza. Ma la morte tragica della giovane napoletana non è l’unico tributo che il mare – su questo tratto di costa affascinante ma sempre infido – ha chiesto nel corso degli ultimi decenni. Sono almeno una decina i precedenti negli ultimi venti anni. E tutti in giovane o giovanissima età. «A Citara è morta una ragazza, ma nonostante questa tragedia, i segnali di pericolo e la mareggiata in corso – denuncia il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli che ha assistito ai soccorsi – sono tante le persone che continuano ad entrare in acqua, compresi bambini».

 

http://www.leggo.it/italia/cronache/ischia_citara_muore_donna-2613514.html

 

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Paul Polidori

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