Viaggiare è la cura per tutti i mali: tutti i benefici del viaggiare sul nostro organismo

A chi non piace viaggiare? Fare il biglietto, preparare le valigie, pianificare i percorsi e poi cominciare le avventure sono attività che piacciono quasi a tutti. E, a differenza di tante altre cose che danno piacere, viaggiare non ha alcuna controindicazione: al contrario, offre tanti benefici per la nostra salute.

Anti-stress. La riduzione dello stress sembra il beneficio più evidente del viaggiare. Basta una gita fuori porta per abbandonare momentaneamente la routine e il ritmo frenetico della vita, lasciando alle spalle preoccupazioni e stress. Chi viaggia tende ad essere meno teso, stanco o depresso: viaggiare aumenta la qualità della vita.

Cervello. Allenare e stimolare il cervello aiuta a creare nuove connessioni tra neuroni, aumentando le capacità cognitive. Viaggiare ci permette di esporre il cervello alle novità, alla varietà e alle sfide. Semplici situazioni come la necessità di adattarsi a nuove sensazioni, paesaggi, aromi o culture, fare una mappa mentale dei luoghi o dover comunicare in un’altra lingua stimolano il cervello e lo rendono più creativo.

Cuore. Uno studio condotto negli Stati Uniti ha dimostrato che viaggiare riduce il rischio di soffrire di infarto del miocardio, sopratutto tra le persone anziane. Un altro studio finlandese ha trovato una relazione tra il movimento corporeo associato ad una “attività sociale collettiva” durante i viaggi e un minore indice di mortalità.

Autostima più solida. Qualsiasi viaggio rappresenta una somma di sfide: raggiungere altri luoghi, muoversi, abituarsi a posti sconosciuti, relazionarsi con persone diverse. Quanto più lontana è la destinazione, maggiore è la sfida. Cercare le risorse per riuscire a farlo potenza l’autostima e aiuta a generare ricordi futuri.

Umore. Viaggiare ci rende felici, più che acquistare cose. La ragione è semplice da intuire: i ricordi che registriamo nella nostra mente, la somma delle esperienze, generano una sensazione di piacere e benessere nel lungo termine, molto più lunga di quella generata dall’acquisto di un oggetto.

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