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La casa che si riscalda da sola

DiPaul Polidori

Dic 30, 2015

La casa passiva non ha praticamente bisogno di un sistema di riscaldamento. E’ probabilmente una delle migliori invenzioni degli ultimi decenni. Secondo l’Ispra, l’inquinamento atmosferico nelle città italiane è causato soprattutto dal riscaldamento domestico. Anche al bilancio di una famiglia media, la bolletta del gas grava in maniera importante.

Le Passivhaus sono diffuse soprattutto in Germania, Austria, Olanda e nei Paesi scandinavi, è iffusa negli Stati Uniti e il suo mercato ora si sta espandendo in Cina. Da qualche anno, se ne vedono anche in Italia. L’Ente certificatore è sicuramente il Passive House Institute di Darmstadt, in Germania. Questo centro di ricerca, è stato fondato dal Prof. Dr. Wolfgang Feist, che tuttora lo dirige. Siamo andati in Germania, e abbiamo potuto fare qualche domanda a questo precursore delle case del futuro. In Paesi come l’Austria, dal 2015, la casa passiva sarà lo standard per tutti gli edifici. In tutti gli altri, a imporre norme energetiche più efficienti ci penseranno i costi e il buonsenso.

Dottor Feist, vuole presentarci il suo istituto?

Il Passive House Institute è un centro di ricerca indipendente, specializzato in edifici dall’alta efficienza energetica. Dalla sua fondazione, nel 1996, ha lavorato allo sviluppo di concetti di progettazione e al miglioramento delle componenti edilizie. Per facilitare il processo di pianificazione ad architetti e designer l’Istituto fornisce il PHPP (Passive House Planning Package) e lo strumento 3-D designPH. La ricerca si concentra anche sul’’applicazione dello Standard Passive House a edifici diversi e a varie zone climatiche, e al monitoraggio dei progetti realizzati.

Come funziona una Passivhaus? Quali sono le sue caratteristiche?

Lo Standard Passive House è un design sostenibile, caratterizzato da efficienza energetica e convenienza, così come da condizioni di vita confortevoli e salutari. L’edificio è progettato in modo da ottenere una qualità dell’aria interna ottimale e il comfort termico, mentre il fabbisogno energetico rimane trascurabile. Questo risultato è ottenuto attraverso 5 principi fondamentali: un livello di isolamento termico dell’’involucro particolarmente buono, infissi migliorati a livello termico con vetri appropriati (per i climi freddi i tripli vetri), la costruzione senza ponti termici, una buona tenuta dell’aria e, infine, una ventilazione confortevole con recupero del calore nei climi freddi e controllo dell’umidità in quelli umidi. La domanda per il riscaldamento non deve superare i 10 watt per metro quadrato, e un requisito analogo vale per il raffreddamento sensibile. Il fabbisogno energetico durante l’anno si riduce fino al 90%, gli investimenti si ripagano con i risparmi sui costi operativi.

 Quanti edifici ha già certificato il Vostro Istituto? Dove, in particolare?

Il numero di unità abitative certificate è di circa diecimila. La maggior parte è stata costruita nell’Europa centrale – e non c’è da stupirsi, dal momento che è dove ne è iniziato lo sviluppo, oltre 20 anni fa. La distribuzione geografica sta cambiando. La ricerca ha dimostrato che il concetto di casa passiva funziona in tutte le zone climatiche. Oggi ci sono edifici Passive House dalla Cina al Messico e dalla Nuova Zelanda al Canada. Il numero totale di case passive può solo essere stimato, ma è senza dubbio molte volte quello degli edifici certificati.

In Italia?

Ci sono già molti edifici Passive House  in Italia, non solo case unifamiliari, anche edifici per uffici e scuole. La maggior parte è situata per ora nella parte settentrionale. Ci sono molti esempi di edifici Passive House anche in Sicilia.

La gente pensa he una casa passiva è troppo costosa, che è “roba da ricchi”. È vero?

E’ un’idea sbagliata. La convenienza è fra i vantaggi dello standard. In molte città in Germania, Austria e altre nazioni, società di alloggi municipali hanno scelto la Casa Passiva per i loro programmi di edilizia sociale. Ci sono costi aggiuntivi da anticipare: per i prodotti efficienti energeticamente come le finestre o i sistemi di ventilazione, così come per la manodopera qualificata in cantiere. Rispetto a una casa normale i costi potrebbero essere del 6% – 7% superiori. Anche questo sta cambiando, più sono i prodotti sul mercato più sono i costruttori e i designer con esperienza in questo campo, minore è l’investimento in più che si deve affrontare. Nel corso del tempo in cui si utilizza l’edificio si risparmia parecchio, anche con gli attuali prezzi dell’energia. Se dovessero salire, secondo la maggior parte delle previsioni sarà così, il risparmio sarebbe più alto.

Quali sono i risparmi nel riscaldamento e la riduzione di gas a effetto serra in un edificio come quelli che certificate?

Rispetto al patrimonio edilizio esistente nell’Europa occidentale, il risparmio energetico secondo lo standard della Casa Passiva va dall’80% al 90%. La domanda rimanente è così piccola che può essere facilmente coperta con le energie rinnovabili. Le emissioni di gas serra sono sostanzialmente ridotte a zero.

Si può anche ristrutturare un edificio in modo da renderlo passivo, o è solo possibile costruirne di nuovi?

È possibile anche ristrutturare un edifico secondo lo Standard Passive House. Però non sarebbe la scelta più efficace e non la consigliamo. A seconda del tipo di costruzione, dell’orientamento, della progettazione e di un paio di altri aspetti, consigliamo di sviluppare un piano di ristrutturazione completo, utilizzando misure più idonee – che saranno i componenti della casa passiva nella maggior parte dei casi. L’obiettivo dovrebbe essere quello di raggiungere l’EnerPHit Standard per retrofit (con il retrofit si aggiungono nuove tecnologie o funzionalità ad un sistema vecchio, ndr), che il Passive House Institute ha sviluppato per aiutare gli ingegneri in questo processo. In molti casi ha davvero senso realizzare i miglioramenti con un approccio step-by-step. In questo modo, l’efficienza energetica può essere notevolmente migliorata in un modo molto conveniente, utilizzando componenti di una casa passiva in ogni passaggio.

Potremo vedere nei prossimi anni una larga diffusione di questo tipo di edifici, oppure le persone non sono ancora pronte culturalmente a un tale cambiamento?

Il numero di edifici Passive House e retrofit EnerPHit è in aumento, soprattutto in Italia, che vede uno sviluppo crescente. Sono sicuro che questo aumento continuerà. La lotta al cambiamento climatico e la riduzione del consumo di energia stanno diventando sempre più importanti. La casa passiva è una soluzione, che oltre tutto è economicamente attraente, e fornisce un clima interno eccezionalmente buono.

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