David Bowie e l’arte

 “Art was, seriously, the only thing I’d ever wanted to own“:  questa era la visione dell’arte di David Bowie, che lo scorso 10 Gennaio ci ha lasciato. L’artista londinese, non solo si è dedicato alla musica, ma ha avuto molte altre passioni.
Il Duca Bianco, oltre ad essere stato un grande musicista, è stato un grande appassionato d’arte. Non solo adorava dipingere, ma anche collezionare opere d’arte di pittori illustri.

Nel 1994 sono state allestite la sue prime esposizioni: Bosnia War Child e Minotaur Myths & Legends. Nel 1996 ha partecipato alla Biennale di Firenze con una installazione composta da un manichino impiccato ad una scatola.

Era un collezionista sui generis: le sue opere sono molto diverse tra loro, per stili, contenuti ed epoche. I suoi quadri spaziano da un piccolo Rubens e un Tintoretto a opere di pittori inglesi del XX secolo, come Graham Sutherland, Stanley Spencer e Leon Kossoff.
Bowie si è sempre dimostrato interessato per le tematiche sociali e, nel 1994 acquistò il dipinto Croata e Musulmana dell’artista Peter Howson, il cui tema ricorrente riguarda la guerra civile in Bosnia del ’93. Questo dipinto difatti era stato precedentemente rifiutato dall’Imperial Museum di Londra a causa della scena rappresentata: una donna musulmana che sta per essere violentata.
Questa suo legame con l’arte è stato omaggiato attraverso la realizzazione della mostra itinerante David Bowie is nella stagione 2012-2013, in cui il musicista britannico venne rappresentato come un personaggio poliedrico, versatile e pieno di sfaccettature.
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