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180 paesi riconoscono il Vaticano. I commenti di Gallagher e Vian

DiPasquale Stavola

Gen 12, 2016

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Sono 180 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Ad essi vanno aggiunti l’Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta, come anche la Missione Permanente dello Stato di Palestina. Per quanto riguarda le Organizzazioni internazionali, il 4 giugno 2015 la Santa Sede è diventata Osservatore presso la Comunità caraibica (CARICOM). Le Cancellerie di Ambasciata con sede a Roma, incluse quelle dell’Unione Europea e del Sovrano Militare Ordine di Malta, sono 86, essendosi aggiunte nel corso dell’anno le Ambasciate di Belize, di Burkina Faso e di Guinea Equatoriale. Hanno sede a Roma anche la Missione dello Stato di Palestina e gli Uffici della Lega degli Stati Arabi, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Nel corso del 2015 si sono firmati quattro Accordi: il primo aprile, la Convenzione tra la Santa Sede e il Governo della Repubblica Italiana in materia fiscale; il 10 giugno, l’Accordo tra la Santa Sede, anche a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano, e gli Stati Uniti d’America per favorire l’osservanza a livello internazionale degli obblighi fiscali e attuare la Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA); il 26 giugno, l’Accordo globale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina; e il 14 agosto, l’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica democratica di Timor-Leste sullo statuto giuridico della Chiesa cattolica. Il 22 giugno 2015 è stato ratificato l’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Ciad sullo statuto giuridico della Chiesa cattolica, che era stato firmato il 6 novembre 2013. Il 10 settembre, poi, è stato siglato un Memorandum d’Intesa tra la Segreteria di Stato e il Ministero degli Affari Esteri dello Stato del Kuwait sulla conduzione delle consultazioni bilaterali.

“E’ uno scandalo tremendo: che la gente in nome di Dio uccida altre persone, soprattutto persone innocenti e vulnerabili, che la gente sottometta intere comunità ad anni e anni di sofferenze e violenze”,  sottolinea il ministro degli esteri vaticano Paul Richard Gallagher che chiamato da Radio Vaticana a commentare per la Radio Vaticana il discorso del Papa al Corpo Diplomatico. “Questo – sottolinea – è un grosso scandalo che noi dobbiamo vincere. E noi, come Santa Sede, come entità religiosa, sentiamo questo in maniera ancora più forte, forse, delle società secolari o laiche, perché noi vediamo che il vero messaggio della religione, che è l’amore, è così distorto in questo modo. E il Papa, giustamente, denuncia queste cose con la massima energia”. In tema di accoglienza ai migranti, aggiunge il presule inglese, “non stiamo sottovalutando le difficoltà e i problemi né i problemi interni di certi Paesi: assolutamente no. Però, in pari tempo affermiamo che sia necessario fare uno sforzo ulteriore, perché questo è un problema che merita attenzione, perché è un problema non solo sociale, ma è essenzialmente una crisi morale per l’Europa. Come noi reagiamo a questa situazione, determinerà che tipo di Paese saremo. E l’idea che dobbiamo difendere i nostri valori, chiudere la nostra società, forse ci farà più danno che aprire le nostre porte e i nostri cuori per accogliere queste persone in difficoltà”.

http://www.farodiroma.it/2016/01/11/saliti-a-180-i-paesi-che-hanno-relazione-diplomatiche-con-il-vaticano/

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