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La posizione yoga dell’albero per scacciare tutti gli errori commessi

DiPaul Polidori

Apr 19, 2016

Ci sono momenti nella vita in cui ci si sente feriti, trapassati, bucati.
Io in quei momenti cerco rifugio nella natura e consolazione nell’abbraccio di un albero.
Di uno in particolare mi ricorderò sempre: un’ulivo contorto, nodoso, scabro, con solchi profondi.
Mi ricordo di aver infilato le mani nei suoi buchi, di averci guardato attraverso e abbracciandolo di essermi sentita davvero compresa.

E’ come se quell’ulivo mi avesse parlato dicendomi:
“In questo momento senti che qualsiasi cosa, situazione, persona ti può attraversare.
Ed è vero. Può far paura, ma può anche essere bellissimo.
Grazie a questi buchi hai la possibilità di vivere il mondo con tutto quello che contiene fino in fondo, da parte a parte, completamente e profondamente.
Guarda come grazie ai miei buchi posso vestirmi di cielo, di sole, di muschio, di aria, di nuvole, di pioggia e come mi lascio attraversare dagli agenti atmosferici, dagli insetti e dai profumi.
Lo faccio rimanendo radicato nella terra mentre mi elevo verso il cielo, manifestando la mia essenza.
Non avere paura di quello che ti attraversa, il compito della sofferenza è stato già assolto, i buchi sono essenziali per la tua futura espressione.
Lascia andare la paura, lascia andare la sofferenza, lascia che il sole, l’amore, asciughi i tuoi buchi e poi respira attraverso di essi l’infinito!”
Ogni albero ha una storia da raccontarci ed è un maestro di vita preziosissimo.
E quando insegno yoga dico sempre ai miei allievi che praticare un asana non significa solo mantenere il corpo in una certa posizione, ma “divenire”, “essere” quell’elemento.
Così quando propongo la posizione dell’albero (Vrksasana) invito le persone a “prendere quella forma” e a fare tesoro di tutto quello che arriva.

L’albero, nella sua verticalità, è il luogo sacro dove il cielo affonda le sue radici nella terra.
É ciò che unisce l’alto e il basso, il visibile e l’invisibile, il cielo e la terra.
L’albero, come l’uomo, ha un destino: quello di realizzare la sua forma, di divenire un’entità possente e duratura.
Essere come un albero, essere nelle radici, nel tronco e nelle foglie, ci insegna ad essere consapevoli del nostro corpo, della nostra energia verticale, dei nostri pensieri, del nostro destino condensato in una sola vita anche se si suddivide in mille rami.
L’albero ci insegna a radicarci e a stare nel presente, nell’attimo, nel qui ed ora.
L’albero ci insegna a vibrare sotto il vento, fletterci durante la tempesta, a resistere senza essere spezzati.
Ci insegna ad accettare qualunque cosa ci voglia donare il presente: i giorni di sole, come quelli di burrasca.
L’albero, con la sua imperturbabile calma, accoglie tutto.
Lavora sempre a favore, mai contro, per lui il presente é un amico, mai un nemico.
L’albero ci insegna a lasciar andare quando ad ogni autunno non trattiene le sue foglie, ma al momento giusto, né prima, né dopo, le lascia cadere.
L’albero trasformandosi nel tempo e in ogni stagione ci insegna ad aprirci alla possibilità di cambiare.
Un albero non sceglie a chi donare la sua ombra o il profumo dei suoi fiori, permette semplicemente alla sua essenza di essere, senza paura.

Gli yoghin affermano che mantenere la posizione dell’albero scaccia tutti gli errori commessi.
Inoltre questa posizione tonifica l’apparato respiratorio, massaggia lievemente il cuore; tonifica il sistema nervoso e sviluppa il senso dell’equilibrio.
Si può mantenere una decina di respiri calmi e regolari, equilibrio permettendo.
Ma ecco come si esegue.
In piedi, scarica il peso del corpo sulla gamba sinistra; porta la mano destra sul fianco e piegando la gamba destra, afferrane la caviglia e porta il tallone vicino al perineo.
Premi la pianta del piede contro l’interno della coscia sinistra.
Allarga le braccia e, inspirando lentamente e profondamente, portale tese sopra alla testa con le mani giunte.
Espirando lentamente piega i gomiti fino a sfiorare la testa con i polsi.
Resta immobile e poni l’attenzione per qualche minuto sulla gamba tesa, sulla pianta del piede che regge il corpo e sul respiro centrale.
Inspirando stendi le braccia ed espirando riportale giù con un movimento laterale e riporta a terra il piede sinistro.
Ripeti la posizione sull’altro lato del corpo con gli stessi tempi.

vrksasana

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