265 animali nello zoo degli orrori stanno morendo di fame. E nessuno ne parla

I felini dello zoo di Taiz, nello Yemen, non mangiano dal 16 dicembre. Gli erbivori si sfamano con qualche frutto avariato. Nonostante gli sforzi dell’associazione SOS Zoo per organizzare il loro trasferimento, le autorità locali rifiutano qualunque compromesso.

 

yemen-zoo-taiz-starvation-animals-6Fonte: Cater News Agency

 

Da circa due anni, lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile che vede scontrarsi i ribelli sciiti Houthi contro l’esercito dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh, sostenuto dall’Arabia Saudita. Dall’inizio del 2016, il governo ha perso il controllo della città di Taiz, capitale culturale del paese, e la popolazione ha dovuto abbandonare questa zona di guerra.

 

Per gli animali dello zoo di Taiz, la situazione è critica dallo scorso febbraio, quando le autorità yemenite hanno cessato di versare gli stipendi agli impiegati del parco zoologico, costringendoli ad andarsene.  I 265 animali trattenuti nella struttura sono diventate le vittime collaterali.

 

yemen-zoo-taiz-starvation-animals-1Fonte: Cater News Agency

 

11 leoni e 6 leopardi d’Arabia morti di fame

 

Di fronte a questa tragica realtà, Chantal Jonkergouw, una svedese impegnata nella causa animalista, si è mobilitata fondando l’associazione SOS Zoo and Bear Rescue. In collaborazione con alcuni volontari locali, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per aiutare gli animali e richiedere il loro ricollocamento alle autorità.

 

Purtroppo, prima che gli interventi fossero messi in atto, 11 leoni e 6 leopardi d’Arabia sono deceduti per inedia. Le immagini di un leopardo che divora uno dei suoi simili per sopravvivere erano state riprese e diffuse dai giornali di tutto il mondo all’inizio dell’anno.

 

yemen-zoo-taiz-starvation-animals-5Fonte: Cater News Agency

 

Nell’arco di 10 mesi, circa 130 000 dollari (124 500 euro) sono stati raccolti dalla SOS Zoo, permettendo agli altri animali di sopravvivere ed essere sfamati regolarmente, con delle spese settimanali di circa 4000 dollari (3830 euro).

 

 

I 265 animali dello zoo annoverano leoni, leopardi, iene, volatili, scimmie e mammiferi di piccola taglia. Molti tra loro soffrono di turbe psichiche, facilmente riconoscibili in questo felino che manifesta gesti ripetitivi scatenati, in genere, dalla noia o dalla depressione.

 

Interrotta la fornitura di cibo per esercitare pressione sul governo

 

Lo scorso 30 novembre, Chantal Jonkergouw ha deciso di interrompere la fornitura di cibo per esercitare pressione sul governo. La fondatrice della Onlus spiega:

 

Abbiamo deciso di interrompere il nostro sostegno allo di zoo di Taiz fino a quando le autorità locali non ci permetteranno di evacuarli in zone più sicure. Proponiamo di ricollocarli in Giordania o negli Emirati Arabi, fino alla fine della guerra.

 

 

yemen-zoo-taiz-starvation-animals-2Fonte: Cater News Agency

 

Così i felini non si nutrono dal 16 dicembre e gli altri animali sopravvivono grazie agli scarti. Alcuni volontari continuano, tuttavia, a sfidare il pericolo – la città di Taiz si trova ormai in mano ai ribelli – per portargli dell’acqua con cui dissetarli.

 

28 degli ultimi 80 leopardi d’Arabia al mondo si trovano nello zoo di Taiz

 

Al momento, le autorità rifiutano di scendere a compromessi. Una delle motivazioni, stando a quando sostiene Chantal Jonkergouw, è la presenza di 28 leopardi d’Arabia. Si tratta di alcuni del felini più rari al mondo: ne restano solo 80 su tutto il pianeta e sono motivo d’orgoglio nazionale per il governo, che non vuole correre il rischio che attraversino la frontiera, anche se temporaneamente.

 

yemen-zoo-taiz-starvation-animals-3Fonte: Cater News Agency

 

Dall’altro lato, è proprio la loro presenza a dare speranza. Chantal Jonkergouw confida nel fatto che il governo sia costretto a prendere una decisione di fronte alla perdita dei felini. “Più di un felino dovrà morire, purtroppo, prima che accettino di evacuarli”, commenta amaramente.

 

Un futuro incerto per gli animali

 

La responsabile della SOS Zoo ha affermato che l’embargo cesserà una volta che gli animali avranno raggiunto uno dei centri proposti negli stati vicini, o il governo abbia offerto una valida alternativa per sottrarli alla zona di guerra dove sarebbero comunque condannati.

 

yemen-zoo-taiz-starvation-animals-8Fonte: Cater News Agency

 

Nel peggiore dei casi, la donna si augura che gli animali subiscano l’eutanasia, piuttosto di una lenta agonia imposta dalla fame. Tuttavia, dubita che i responsabili dello zoo accettino una simile soluzione. “Non penso che lo zoo accetterà di sopprimerli”, precisa.

 

Nell’ultimo messaggio condiviso sulla pagina della raccolta fondi, Chantal Jonkergouw lancia un’ultima richiesta d’aiuto:

 

Non abbiamo più fondi e non possiamo più sostenere le spese settimanali di 4000 dollari [per sfamare gli animali, Ndr]. Abbiamo già lasciato molto tempo alle autorità yemenite per risolvere il problema e gli abbiamo offerto delle valide soluzioni. A loro la responsabilità di fare le scelte giuste. Non sta a noi sobbarcarci una simile responsabilità se si rifiutano di considerare qualunque soluzione da noi proposta.

 

265 animali nello zoo degli orrori stanno morendo di fame. E nessuno ne parla

 

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