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Addio a Umberto Eco, Mattarella: “Uomo libero, pieno di passione civile”

DiPasquale Stavola

Feb 20, 2016

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Renzi: “Intellettuale europeo, perdita enorme per la cultura”. Roberto Saviano: “Grazie professore, la tua scomparsa un dolore molto forte”. Il New York Times: “L’accademico che navigava in due mondi”. Le Monde: “Il grande alchimista destinato all’immenso”

ROMA –  Il mondo della cultura e anche quello della politica piangono Umberto Eco. L’autore de ‘Il nome della Rosa’ e ‘Il pendolo di Foucault’ è morto ieri sera a casa sua, a Milano. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si è detto “particolarmente addolorato” per la sua morte. “Umberto Eco  – ha  affermato – era un uomo libero, dotato di un profondo spirito critico e di grande passione civile. Nella sua autobiografia si specchia il percorso di ricerca di identità culturale di intere generazioni del dopoguerra. Osservatore acuto e disincantato, scrittore finissimo, anticipatore e sperimentatore di fenomeni e tendenze, si è sempre proiettato nella dimensione internazionale, lontano da ogni chiusura dogmatica o provinciale. I suoi saggi e i suoi romanzi hanno portato grande prestigio all’Italia e arricchito la cultura di ogni latitudine”.

Profondo cordoglio per la scomparsa dello scrittore, filosofo ed esperto di comunicazione è stato espresso ai familiari anche dal presidente del ConsiglioMatteo Renzi. “Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro”, ha sottolinea il premier che con lui si era intrattenuto l’ultima volta a Milano, a Expo, lo scorso giugno assieme al Presidente francese François Hollande, proprio sui temi della identità europea, dell’innovazione scientifica, della memoria e della lotta contro l’intolleranza. “Una perdita enorme per la cultura – ha aggiunto – cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità”.

A proposito dell’ultima avventura editoriale di Eco, la casa editrice La nave di Teseo che deve a lui il nome e a cui aveva affidato il suo ultimo libro (Pape Satan Aleppe, che uscirà postumo a maggio), la direttrice Elisabetta Sgarbiha ricordato: “‘La nave di Teseo’ è stato l’ultimo grande gesto di tutti i grandi gesti che Eco ha compiuto. Era venuto a visitarla per la prima volta, in via Jacini a Milano, un paio di settimane fa. È una parte per il tutto che ricordo”.

Anche il New York Times lo ha celebrato quasi come una sorta di celebrità della cultura pop, “capace di fondere due mondi, quello accademico e quello letterario senza mai perdere il contatto il pubblico e la realtà”.

“Se la curiosità e il campo di indagine di Umberto Eco conoscevano pochi limiti, la costante della sua analisi resta la volontà di vedere il senso là dove si sarebbe tentati di non vedere altro che fatti”, ha scritto Le Monde. “Filosofo destinato a essere inserito nella super selettiva Library of Living Philisophers, Eco sembra promesso anche a una posterità da romanziere. Una sorta di Pico della Mirandola, colui che il medievalista Jacques le Goff chiamava ‘il grande alchimista’”, ha concluso il quotidiano francese.

“Eco è stata una presenza costante e imprescindibile della vita culturale italiana dell’ultimo mezzo secolo”, ha scritto invece El Pais. “Ripercorrere la vita e la carriere di Eco significa ricostruire un pezzo importante della storia culturale non solo italiana”, continua il quotodiano spagnolo.

http://www.repubblica.it/cultura/2016/02/20/news/morte_umberto_eco_reazioni_renzi_saviano_franceschini-133827335/

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