Alla NSA costretti a guardare film porno

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Alcuni analisti dell’agenzia di sicurezza americana guardano così tanti video jihadisti da avere bisogno di supporto psicologico, anche per il porno.

In centinaia di cubicoli tutti uguali, distesi lungo corridoi tutti uguali di agenzie dai nomi diversi ma che fanno lo stesso mestiere (spionaggio e controspionaggio) ogni giorno vengono visti e analizzati i video jihadisti presenti in rete. La propaganda, le decapitazioni, persino il sottogenere poco noto del porno-jihad, nulla sfugge agli occhi dei dipendenti dellaNsa, della Cia e delle altre agenzie di intelligence coinvolte nella lotta al terrorismo. Attività però che non è senza conseguenze: sembra infatti che il dipartimento americano debba stanziare sempre più denaro per il supporto psicologico dei suoi dipendenti.

Il materiale pro jihad direttamente prodotto dal califfato oppure nel resto del mondo è costantemente analizzato dall’intelligence americana (e di qualche altro paese sicuramente). Una delle ragioni per cui è ancora controversa la questione se sia il caso di attaccare i siti, spegnere gli account oppure tracciarli, risiede proprio nel tesoro di informazioni che possono nascondere questi video: un dettaglio può far scoprire un luogo di prigionia degli estremisti, rivelare un accento che porta a un profilo personale, connettere geograficamente eventi e azioni fino a comporre un quadro predittivo. Un articolo interessante del Daily Beast ha però rivelato che il famigerato TAO (tailored Access Operations) che ha infettato decine di migliaia di sistemi operativi nel mondo passa molto del suo tempo a guardare snuff movie e altri materiali disgustosi, in salette cinemaappositamente attrezzate.

Alla NSA costretti a guardare film porno

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