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Altro che Rio: al via in Russia le seconde Olimpiadi dei carri armati

DiPaul Polidori

Ago 7, 2016

E’ la risposta asimmetrica della Russia alle Olimpiadi di Rio, i Giochi internazionali dell’esercito. Inventati dal ministro della Difesa Seghey Shoigu, alla seconda edizione del 2016 vengono trasmessi dalla TV russa e promossi come un grande successo, con più di 3000 “atleti” da 19 Paesi. La maggior parte dei Paesi partecipanti sono ex sovietici, Kazakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Tagikistan, Armenia, e gli storici alleati della Serbia. Ci sono anche le squadre del Venezuela, dell’Angola, dell’Egitto, della Mongolia, dell’Iran, del Kuwait e dalo Zimbabwe. Gli indiani hanno colpito l’immaginazione degli spettatori russi con turbanti d’ordinanza. Gli organizzatori dicono di aver invitato tutti gli eserciti dell’Alleanza atlantica, ma l’unico team della Nato è quello della Grecia, che schiererà i suoi cecchini. Ma la competizione principale sarà quella tra la Cina – che parteciperà a 22 delle 23 gare – e la Russia, che conta di fare incetta di medaglie, consolandosi per lo smacco di Rio.

Le dirette delle gare sono uno spettacolo surreale, qualcosa a metà tra le Olimpiadi, un videogame e uno spot pubblicitario dell’esercito. Il formato di una trasmissione sportiva viene rispettato alla lettera, inclusa la telecronaca, con toni più metallici e un ritmo lento e scandito, che ricorda più le Olimpiadi 1980 a Mosca che un commento da TV sportiva. I commentatori snocciolano con gusto i dettagli tecnici dei carri armati e dei cannoni, e l’entusiasmo del pubblico è autentico, anche perché il biathlon dei tank in effetti è avvincente. Sono le Olimpiadi al contrario, il messaggio pacifista sostituito da un tripudio del militarismo, e Shoigu alla cerimonia di apertura comunica agli atleti che il principio «l’importante non è vincere, ma partecipare» ai Giochi militari non vale: «Un soldato che riceve una missione da svolgere deve vincere».

De Coubertin probabilmente si sarebbe fatto venire un infarto, ma la Russia non bada a spese per queste Olimpiadi cattive, che si svolgeranno fino a metà agosto in 20 poligoni diversi, dalla Siberia al Mar Caspio, dal Volga alla Crimea, dove a Sebastopoli si terranno competizioni tra le marine. Tutto molto nello spirito della Russia degli ultimi anni, che ripesca le tradizioni militariste sovietiche, dalle gare paramilitari reintrodotte nelle scuole all’aumento delle spese per la Difesa. Ma è anche una occasione di “soft power”, per promuovere le attrattive dell’esercito, e anche per spiarsi: dopo i Giochi 2015, dice Igor Sutyagin, esperto al Royal United Services Institute, i russi hanno modificato i loro carri armati dopo aver osservato le tecniche dei carristi cinesi durante il “biathlon dei tank”.

 

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http://www.lastampa.it/2016/08/06/sport/speciali/olimpiadi-rio-2016/altro-che-rio-al-via-in-russia-le-seconde-olimpiadi-dei-carri-armati-5tzTWNQ2HbZQVPYAPt74OK/pagina.html

 

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