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Antonio Bianchi medico, specializzato in anestesia, rianimazione e tossicologia.

DiPaul Polidori

Apr 7, 2016

Con Bianchi vengono accentuati tutti quegli aspetti delle NDE che possono essere indotti attraverso i farmaci. Bianchi è medico specializzato in anestetica e rianimazione e ha effettuato studi su piante psicotrope e medicina tradizionale in Perù, Messico e Gabon.

Bianchi introduce brevemente la storia delle ricerche sulle NDE ed estrae da quest’esperienza una serie di elementi sui quali centra la sua attenzione. Dice che la persona rianimata racconta:

1 – Una sensazione di grande pace;
2 – Un’esperienza di essere fuori dal corpo;
3 – La sensazione di muoversi attraverso un tunnel al termine del quale c’è una luce di splendore soprannaturale;
4 – Una rivisitazione della propria esistenza;
5 – Un incontro con parenti defunti o entità luminose;
6 – Spesso le persone sperimentano solo alcuni aspetti NDE aggiungendo che spesso ci sono delle NDE terrificanti;
7 – Spesso le influenze culturali condizionano il contenuto stesso delle NDE;

Proprio per il condizionamento educazionale alla fine del tunnel, nelle esperienze NDE in India, si incontrano divinità Indù “che accompagnano il soggetto fuori dal corpo nell’aldilà”.

A questo punto Bianchi analizza le interpretazioni correnti. Quelle date dalla New Age che tende a considerarli dei viaggi dell’anima fuori dal corpo e perciò la prova della vita ultraterrena. I medici parlano di allucinazioni dovute ad alterazioni del metabolismo cerebrale. Sagan affermerebbe che si tratta di vissuti ancestrali, il ricordo della nascita dove il tunnel sarebbe il canale intrauterino. I psicologi parlano di difese di esperienze depersonalizzate messe in atto dalla psiche. Secondo altri. l’NDE altro non sarebbero che deformazioni da inurbanizzazione dopo milioni di anni di vita nelle foreste e nelle savane.

Quasi tutti affermerebbero che le esperienze NDE altro non sarebbero che prodotti del cervello umano in situazione critica. Queste sono le opinioni dei neurofisici.

Alcuni scienziati però documentano l’esistenza di situazioni NDE prodotte non legate al pericolo di vita (OBE).

Gli studi più vicini all’NDE senza pericolo di vita, si ha su casi di pazienti trattati con la ketamina.

Dice Bianchi:

“La ketamina, a dosaggi inferiori a quelli anestetici, induce strane allucinazioni, simili a quelle provate in situazione di totale deprivazione sensoriale prolungata: sensazioni di “fluttuare nello spazio”, di essere privi del corpo, di “osservare il proprio corpo dall’alto” o di rapidi movimenti nello spazio vuoto (Collier 1972). L’azione della ketamina è stata paragonata in passato all’esperienza del Samadhi, lo stato più elevato della meditazione yogica in cui si perde la distinzione fra soggetto ed oggetto e il proprio stadio mentale è caratterizzato da una concentrazione puntiforme, da un senso di totale unione con un divino percepito spesso sotto forma di una chiara luce splendente (Moore e Alltounian 1978)”.

Partendo da questo Bianchi considera che la ketamina coinvolge un gruppo di ricettori cerebrali detti NMDA. Un gruppo di ricettori coinvolti nella memoria e nei processi di apprendimento che “sulla base dei quali costruiamo la nostra immagine corporea”.

Recentemente è stata scoperta un’altra sostanza che ha più o meno la stessa capacità di indurre effetti NDE agendo sui recettori NMDA: l’ibogamina.

Questa sostanza viene usata per indurre effetti NDE attraverso la produzione di uno stato di coma profondo. Questa sostanza agirebbe sui recettori NMDA. Nel Gabon viene usata per provocare “contatti con gli spiriti” attraverso l’induzione di uno stato di coma profondo.

“La quantità di corteccia di radice di iboga utilizzata in questi rituali è molto elevata inducendo nei soggetti uno stato semicomatoso, durante il quale si verifica la separazione dello spirito dal corpo fisico e l’incontro con gli antenati o con il divino, a seconda che il contesto in cui il rito avviene sia tradizionale o sincretista. Spesso in questo secondo caso l’esperienza assume le caratteristiche tipiche di una NDE, con l’incontro in una luce splendente, che diventa manifestazione del divino.”

“Lo studio comparativo delle visioni riportate dalle tribù Bakota e Bakwele, dove i rituali iniziatici implicano speso un incontro con un antenato archetipo sotto forma di Leopardo, e quello delle tribù Fang dove viceversa il Bwiti è un fenomeno di tipo cristiano sincretista, che parlano spesso di un incontro con una luce divina o con santi della cosmologia cattolica sarebbe illuminante (Fernandez 1982)”.

Il resto della relazione appartiene a deduzioni di Bianchi con particolare interesse delle case farmaceutiche tese a ricercare sostanze attraverso le quali appropriarsi del mercato. Riuscire a capire come manipolare ed usare queste sostanze per accumulare capitali. A Bianchi interessa studiare le reazioni cerebrali e queste sostanze gli permettono di studiarne il funzionamento.

Scritto nel 1997

ritireligiosipagani

http://www.federazionepagana.it/premorte14.html

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