Attacco a Berlino, polizia cerca tunisino: era sospettato di preparare un ‘grave attentato’

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Governo conferma: “Si chiama Amis Amri, 24 anni. Potrebbe essere ferito, è armato”. Tra i documenti nel tir un decreto di espulsione, sospeso. Identificati sei tedeschi tra le 12 vittime, oltre all’autista-eroe Lukasz Urban. Fabrizia Di Lorenzo ancora dispersa. Gentiloni: “Giovane esemplare”

BERLINO – Caccia all’uomo, in tutta la Germania e anche nei paesi vicini. La polizia dirama la notizia: l’uomo, tunisino, si chiama  Anis Amri, 24 anni, probabilmente ferito, sicuramente armato. L’invito ai cittadini è di fare attenzione. Su di lui pende una taglia di 100mila euro. La conferma dell’identità dell’autore della strage è confermata in serata, i suoi documenti erano stati trovati nella cabina di guida del tir che lunedì sera ha seminato la morte nel mercato di Natale a Berlino.

Le notizie si rincorrono da ore, nel pomeriggio in conferenza stampa il ministro degli Interni del Nord-Reno-Westfalia in Germania, Ralf Jaeger rilascia altri particolari “Sappiamo che è arrivato nel 2015 a Friburgo, che si spostava continuamente tra Nord-Reno-Westfalia, Berlino e altri posti. Da febbraio del 2016 era sopratutto a Berlino, ma ogni tanto tornava, brevemente, in Nord-Reno-Westfalia. Era sospettato di preparare un ‘grave attentato contro lo Stato’ da diverse amministrazioni locali, tra cui il nostro Land. A luglio 2016 gli era stata rifiutata la richiesta di asilo ma non poteva essere rimpatriato perché la Tunisia aveva sostenuto non si trattasse di un cittadino tunisino. Guarda caso, i documenti su di lui che avevamo chiesto alla Tunisia sono arrivati oggi”.

Ma le notizie non sono certe. Secondo una fonte di sicurezza interpellata dal sito online del quotidiano tunisino Assabah. Il tunisino in fuga non avrebbe “nessun legame con il terrorismo”. “Il principale sospettato dell’attacco di Berlino si chiama Anis Bin Mustafa Bin Othman, nato il 22 dicembre 1992 nella città di Oueslatia del governatorato di Qayrawan” precisa la fonte, “Anis si era recato in Italia da clandestino nel 2011. È ricercato per crimini comuni come furto, commercio illegale di alcolici ma non ha nessun legame con questioni di terrorismo”. Ma l’identità non coincide.

Anis Amri, in effetti, sbarcò in Italia quando era ancora minorenne. Fonti della sicurezza dicono che arrivò da solo, come migliaia di minorenni non accompagnati che ogni anno raggiungono il nostro Paese, era il febbraio del 2011. Era stato lui stesso a dichiarare alle autorità italiane di essere minorenne.

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l sospettato ha scontato quattro anni di prigione in Italia perché accusato per un incendio in una scuola, riferisce il padre alla radio tunisina Mosaique FM.

Dall’Italia era andato in Germania. Dopo che gli era stata negata la richiesta d’asilo aveva lo stesso ottenuto un permesso momentaneo che posticipava la data del rimpatrio. Secondo alcuni organi di stampa tedeschi, aveva contatti con predicatori salafiti accusati di estremismo arrestati a novembre. Avrebbe otto identità diverse e un’età compresa tra i 21 e i 24 anni. Tra i nomi che ha usato ci sono anche Ahmed e Anis. Quasi certamente è ferito. BfmTv ha reso noto il contenuto dell’avviso di ricerca europeo con dettagli e le varie identità del tunisino.

È a dicembre che di lui si perdono le tracce. Secondo la Sueddeutsche Zeitung, era stato giudicato pericoloso ed era sotto osservazione per i suoi legami con il predicatore Abu Walaa, accusato di estremismo islamico, arrestato a novembre insieme ad altri quattro uomini. Insieme a uno di loro, il predicatore Boban S. che reclutava fondamentalisti per mandarli a combattere in Medio Oriente, il tunisino avrebbe vissuto durante la sua permanenza in Nordreno-Westfalia.

E intanto emerge anche la figura dell’autista polacco del tir. Lukasz Urban, ha lottato con tutte le sue forze, ha provato a evitare la strage scatenando una lotta nella cabina, cercando in tutti i modi di deviare la traiettoria del suo mezzo. Come accadde a Nizza, quando un uomo su una moto si affiancò all’autista per provare a fermarlo. Sul suo corpo sono state riscontrate ferite da taglio. Era ancora vivo al momento della strage. Forse è proprio grazie alla sua strenua difesa che il tir non ha proseguito la sua rotta omicida ma si è fermato a metà del mercatino. La Polonia è in lutto, parla il ministro degli Esteri polacco: “Abbiamo anche noi i nostri morti nella guerra contro Daesh”.

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Mandato di cattura internazionale. Il governo tedesco conferma: “C’è un nuovo sospettato che viene ricercato. È un sospettato e non necessariamente il colpevole” conferma anche il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière. Nei suoi confronti ” è stato emesso alla mezzanotte un mandato di cattura per la Germania e per tutta l’area Schengen, quindi anche per l’Europa”.

Le ricerche. Le forze dell’ordine hanno allargato il cerchio anche oltre confine, in particolare verso l’Olanda, e la polizia di Berlino ha ricevuto oltre 500 segnalazioni. La polizia tedesca ieri sera ha invitato la popolazione alla massima allerta. Si cerca anche tra i feriti, una cinquantina, alcuni dei quali dimessi. Lo riferisce l’emittente pubblica regionale Rbb. Gli investigatori ritengono che l’autore della strage possa comunque essere rimasto ferito sia per la colluttazione con l’autista che per l’impatto del mezzo. E, aggiunge l’emittente, all’interno della cabina del camion sono state prelevate tracce di dna.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/12/21/news/strage_di_berlino_l_autista_ha_cercato_di_evitare_la_strage-154568487/

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