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Bacoli, riaprono siti archeologici chiusi da quindici anni

DiPaul Polidori

Mag 12, 2016

Domenica 8 maggio l’evento ufficiale per la riapertura delle Cento Camerelle, della tomba di Agrippina e dell’Anfiteatro Cumano. Nella Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra Comune di Bacoli e Soprintendenza ai beni archeologici per la fruizione e la valorizzazione dei monumenti archeologici del territorio flegreo. Dopo 13 anni, questi siti riaprono al pubblico per un giorno alla settimana dalle 9.30 alle 13.30. Il Comune di Bacoli provvederà alla manutenzione dei siti e a potenziare il personale delle Terme di Baia, in modo da garantire in maniera permanente l’accesso per le Terme da piazza De Gasperi. Le Cento Camerelle, noto nella tradizione antiquaria con il nome di “Prigioni di Nerone”, e la Tomba di Agrippina sono monumenti che necessitano di restauro e saranno visitabili in base ad adeguati accorgimenti per la sicurezza dei visitatori. All’approvazione del protocollo l’assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Bacoli, Gennaro Di Fraia, il soprintendente degli scavi di Cuma Francesco Sirano, Adele Campanelli, Soprintendenza archeologia della Campania e il sindaco di Bacoli Gerardo “Josi” Della Ragione, che racconta: “L’ultima volta che ho visitato quel sito andavo alle scuole elementari. Il recupero dei siti archeologici chiusi è stato il nostro cavallo di battaglia in campagna elettorale ed un punto fermo del nostro programma di governo. Oggi siamo riusciti a realizzarlo grazie alla giusta sinergia tra Comune e Soprintendenza”.

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