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Bcfn: cibo sostenibile per il futuro dell’uomo e del Pianeta

DiPasquale Stavola

Feb 18, 2016

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Tutte le volte che mangiamo o buttiamo del cibo non pensiamo quasi mai all’impatto che questi semplici gesti quotidiani hanno sull’ambiente. Eppure a oggi il cibo è ciò che contribuisce di più al cambiamento climatico, con un impatto in termini di emissioni di gas serra pari al 31%, più di quelli noti del riscaldamento (23,6%) e dei trasporti (18,5%). Non solo. In Italia mangiamo sempre di più in modo scorretto e dannoso per la nostra salute: due adolescenti su 10 oggi hanno peso in eccesso, con un numero di bambini in sovrappeso o obesi che è tra i più alti d’Europa. Se a questo si unisce il fatto che siamo sempre più sedentari, appaiono evidenti i rischi legati a malattie come il diabete, le patologie cardiache e quelle croniche. Con buona pace della dieta mediterranea, un modello corretto ma ormai quasi estraneo agli stili di vita dei giovani.

Quello appena descritto è un quadro a tinte fosche che il Barilla Center for food&nutrition ha tracciato in occasione della pubblicazione del suo Eating Planet, una sorta di guida analitica e propositiva per un modello alimentate sano e sostenibile. In questo senso particolarmente rappresentativo è il modello della doppia piramide, elaborato dal Bcfn e aggiornato in questa seconda edizione del libro per tenere conto delle esigenze di bambini e adolescenti e degli stili di vita degli stanieri: il modello mette in correlazione la piramide alimentare con quella ambientale, a dimostrazione di quanto le scelte in fatto di cibo abbiano impatti in termini di sostenibilità. Basta pensare solo alla carne, il cui consumo è responsabile per il 12% delle emissioni globali e andrebbe limitato a due-tre volte a settimana.

“Molte persone pensano che il nostro impatto ambientale dipenda in primis da fattori come le macchine che guidiamo o da come riscaldiamo le nostre case. In realtà, la cosa più importante, il modo in cui ciascuno di noi ha l’impatto più forte sull’ambiente, è quello che mangiamo – ha detto Guido Barilla, presidente della fondazione Bcfn – In questo senso l’adozione di una dieta sostenibile può diventare un vero e proprio volano di cambiamento per salvaguardare la nostra salute e il Pianeta in cui viviamo. La strada che abbiamo davanti è ancora lunga, bisogna continuare a riflettere sui temi legati al cibo, anche dopo Expo e dopo Parigi”.

Soprattutto se si guarda alle giovani generazioni il problema di una scorretta alimentazione, che fa il paio con un consumo di cibo non sostenibile, è realmente preoccupante: “Su tre ragazzi obesi di oggi – ha sottolineato durante il suo intervento Gabriele Riccardi, professore di Endocrinologia della Federico II di Napoli – due diventeranno adulti obesi domani. E procrastinare il problema da parte dei genitori è un errore”. “Bisognerebbe partire con l’educazione dei bambini nelle scuole dell’obbligo, e ancor prima dalle mamme in gravidanza perchè molti problemi di peso possono intervenire già prima della nascita – ha osservato Camillo Ricordi, professore di Medicina all’Università di Miami – E’ molto più facile prevenire che recuperare il danno provocato dall’obesità infantile che oggi vede l’Italia ai primi posti in Europa”.

L’altro lato della medaglia, quello della crisi ambientale, lo mette bene in luce il professor Riccardo Valentini, premio Nobel della Pace 2007 per le sue attività all’interno dell’Intergovernmental Panel on Climate Change: “Oggi siamo di fronte a una crisi alimentare globale che si incrocia con una crisi climatica – spiega – Al 2050 avremo 9 miliardi di persone e la terra è sempre di meno: bisognerà sfamare nuove generazioni ma allo stesso tempo mantenere un equilibrio per il Pianeta con una agricoltura sostenibile”. Proprio l’agricoltura ha visto aumentare dal 1990 ad oggi del 20% le emissioni di gas serra, dato che raddoppia se il confronto lo si fa con il 1960.

http://www.askanews.it/altre-sezioni/imprese-e-sostenibilita/bcfn-cibo-sostenibile-per-il-futuro-dell-uomo-e-del-pianeta_711739085.htm

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