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Cannes, da Mungiu foto di famiglia romena. Dolan, racconto i disastri familiari

DiPaul Polidori

Mag 19, 2016

Se i filippini di Mendoza in ‘Ma’ Rosa’ hanno il loro modo di interpretare la giustizia, grazie alla polizia corrotta, anche i borghesi romeni non sono da meno quando sono messi alle strette. E’ quello che dice, con il suo passo lento e con una sceneggiatura perfetta, Cristian Mungiu in ‘Baccalaureat’, film in corsa al Festival di Cannes. Il vincitore della Palma d’oro con ‘4 mesi, due settimame e 2 giorni, questa volta pero’ stempera i toni cupi e ci porta in una sorta di fotografia di una famiglia romena. Ed esattamente quella di Romeo (Adrian Titieni), medico affermato in una piccola citta’ della Transilvania e padre felice di Eliza (Maria Dragus).

E in corsa per la Palma d’Oro c’è anche ‘Jusqua la fin di monde’. ”Ho compreso solo tardi, le parole, le emozioni, i silenzi, le esitazioni, le nevrosi, le chiare contraddizioni dei personaggi di Jean-Luc Lagarce e ho deciso solo allora di fare questo film”. Cosi’ al Festival di Cannes il regista canadese Xavier Dolan che ha presentato, in concorso, ‘Jusqua la fin di monde’, tratto appunto dalla piece omonima di Lagarce. Mega-cast per raccontare la storia di Louis uno scrittore che, dopo 12 anni, torna da Montreal nella provincia canadese per ricongiungersi con la famiglia. Un ritorno, il suo, triste: vuole comunicare loro che sta per morire. ”Ho cercato il piu’ possibile di sottrare al film tutte le cose tipiche del teatro come le ripetizioni, le tensioni familiari, i lunghi silenzi di Louis la nevrosi – dice il regista 27/enne del Quebec -. Ma in realta’, va detto, tutti i personaggi di questa famiglia esprimono cose superficiali, agitate. La gente piange ride, si arrabbia, pur di non accettare la verita’. Tutte persone che, alla fine, rappresentano le imperfezioni umane”. E ancora Dolan: ”sentivo la necessita per aver piu’ emozioni, immergermi nei dettagli. Per questo ho fatto questo film”. Sulle divisione da parte della critica verso il film, invece dice: ”Tutti i film dividono a Cannes e non solo. Per le lungaggini, per i silenzi, le esitazioni, le emozioni, le parole di ‘Jusqua la fin du mond’, forse ci vuole un po’ piu’ tempo per essere digerito”.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/cannes/2016/05/19/cannes-2016_1ba2b7c4-f63d-4e2e-9d17-9d3b3678d752.html

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