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Casa di Pirandello nel degrado: museo tra crepe, muffa e zecche

DiPaul Polidori

Apr 28, 2016

Persiane con il legno marcio, supporti in ferro dei balconi completamente arrugginiti, crepe sparse per quasi l’intera struttura, sterpaglie nel cortile. E ancora: manca la segnaletica per guidare turisti e visitatori, non ci sono distributori d’acqua né altri servizi aggiuntivi e spesso non c’è la carta igienica nel bagno, realizzato in una struttura in muratura all’esterno. Si presenta così la casa-museo di Luigi Pirandello in contrada Kaos, a strapiombo sul mare, al confine tra Agrigento e Porto Empedocle. Collegata alla Biblioteca pirandelliana gestita dalla Regione siciliana, la casa-museo dello scrittore, un edificio del Settecento danneggiato da un esplosione e restaurato nel 1952, sembra abbandonata al suo destino. L’ultima manutenzione risale a 15 anni fa. Dal soffitto filtra acqua nelle giornate di pioggia, col rischio evidente di crolli nelle stanze dove sono custoditi oggetti personali, fotografie, onoreficenze, recensioni e lettere di Pirandello. Insomma, un vero scandalo per la memoria del siciliano premio Nobel per la letteratura.
Nessuna disinfestazione
Quest’anno alla casa-museo non è stata fatta neppure la disinfestazione né opere di diserbo, nonostante l’edificio si trovi all’interno di un parco con un percorso naturalistico fino alla tomba dello scrittore. «Ci sono le zecche – sussurrano alcuni dipendenti – Dobbiamo aspettare che qualche turista venga morso?». «La casa museo abbandonata al degrado tra ruggine, crepe, erbacce e zecche? La Regione siciliana lo sa da tempo, ma nessuno è mai intervenuto». È quanto denuncia Gabriella Costantino, storico dell’arte e dirigente della casa museo.

«Dalla Regione nessuna risposta»
«Ho inviato al dipartimento Beni culturali della Regione tre programmi di manutenzione ordinaria, più un piano per il restauro del fondo antico», chiarisce Costantino, che guida la casa museo da un paio di mesi. Ma – fa sapere – nessuna risposta è mai arrivata». La situazione peggiora di giorno in giorno tanto che la dirigente ha trasmesso al dipartimento anche una richiesta di interventi di somma urgenza perché dal soffitto ci sono infiltrazione d’acqua, una minaccia per le stanze dove viene custodito il patrimonio culturale lasciato dal grande scrittore siciliano. Anche sul fronte delle iniziative culturali tutto è fermo. Silenzio dalla Regione a tre progetti per potenziare le attività culturali della casa museo, mentre la dirigente Costantino aspetta risposte dall’assessorato regionale ai Beni culturali al piano inviato lo scorso luglio per le iniziative da finanziare con i fondi europei. «Sto lavorando intanto a un progetto culturale da far rientrare in “Le vie degli scrittori”», spiega Costantino. Il tema di fondo rimane la carenze di risorse con i poli museali, costituiti con la recente riforma (mancano i regolamenti) dei beni culturali, che spingono per una maggiore autonomia finanziaria: ottenere almeno il 30% degli introiti derivati dalla vendita dei biglietti senza dover passare dai comuni, abbattendo dunque i tempi della burocrazia.
Sindacati
«Non è possibile assistere passivamente a quanto sta avvenendo alla casa museo di Luigi Pirandello. Bisogna subito intervenire, si investano immediatamente le risorse per risolvere i problemi. Si può fare leva sui fondi comunitari che ci sono, serve volontà». Lo dice Michele D’Amico del sindacato Cobas/Codir, il più rappresentativo tra il personale della Regione siciliana. «Si vuole far chiudere la casa museo? – aggiunge – Non credo sia questa la soluzione, anzi. Sapendo quali sono i problemi, è necessario agire in modo tempestivo per potenziare un bene siciliano dal valore culturale unico».
Anniversario della nascita
Per celebrare l’anniversario della nascita (28 giugno del 1867) e quello della morte (10 dicembre del 1936) di Pirandello, la dirigente Costantino ha predisposto un programma di eventi, costo appena 13 mila euro. «Una cifra modesta, eppure non so ancora se mi accorderanno la spesa», dice. I proventi dei biglietti (4 euro) vanno alla Regione, una quota poi al comune di Agrigento, col quale la dirigente è in attesa di firmare la convenzione per potere avere assegnati almeno una parte dei ticket da reinvestire nella struttura. Intanto, le casse rimangono vuote.

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