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Caso Alexander Litvinenko: l’ex KGB fu ucciso con Polonio proveniente dalla Russia

DiPasquale Stavola

Apr 27, 2015

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Il noto fisico Norman Dombey, che indaga sulla morte di Litvinenko, afferma che fu ucciso da Polonio prodotto in Russia.

Secondo Norman Dombey, professore emerito di fisica teorica all’Università del Sussex, non vi sono dubbi: ilpolonio-210 con cui fu ucciso Alexander Litvinenko, ex colonnello del KGB, non poteva che provenire dalla Russia. Come riferito da The Guardian e poi ripreso dall’Agenzia ANSA, Dombey ha precisato che il polonio-210 utilizzato potrebbe essere stato prodotto negli impianti Avangard di Sarov, a circa 720 chilometri da Mosca, poco prima che la linea di produzione di armi nucleari fosse chiusa.

“Lo Stato russo, o uno dei suoi agenti, è stato responsabile per l’avvelenamento” ha affermato risolutivamente lo scienziato, coinvolgendo così Vladimir Putin che intanto prepara la popolazione ad un possibile conflitto atomico. Le indagini sulla morte di Litvinenko sono partite da Londra nel novembre del 2006, quando l’ex spia si spense a causa della malattia dovuta all’accertato avvelenamento da polonio-210.

Per il suo omicidio sono attualmente indagati due russi, Andrei Lugovoi e Dmitry Kovtun, che avrebbero usato una teiera contaminata per avvelenarlo. Litvinenko è assurto alle cronache italiane e internazionali anche per aver affermato, in una deposizione, oggi agli atti degli inquirenti, che Romano Prodi fosse un agente del KGB. Affermazione riportata in seguito anche da Mario Scaramella, il faccendiere ascoltato dalla famosa Commissione Mitrokhin che indagava sulle operazioni russe in territorio italiano, presieduta all’epoca da Paolo Guzzanti.

http://it.blastingnews.com/cronaca/2015/04/caso-alexander-litvinenko-l-ex-kgb-fu-ucciso-con-polonio-proveniente-dalla-russia-00347673.html

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