Catalogna, Rajoy avverte Puigdemont: “Chiarisca se ha dichiarato o no l’indipendenza”

La macchina dello Stato spagnolo si è messa in moto immediatamente per rispondere alla sfida – a metà, ma considerata comunque inaccettabile – del presidente catalano Carles Puigdemont.

“Puigdemont faccia chiarezza sulla conferma della dichiarazione d’indipendenza e sulla sua entrata in vigore”, è la richiesta di Rajoy alla riottosa Barcellosa, al termine della riunione con i suoi ministri: “Vogliamo offrire certezze ai cittadini spagnoli e catalani, per evitare la confusione generale. La risposta del presidente della Generalità determinerà le decisioni che il governo prenderà nei prossimi giorni”.

Si valuterà come procedere, compreso il ricorso all’articolo 155 della Costituzione, che prevede la sospensione dell’autonomia di una regione e di cui “la richiesta di chiarezza” è il primo passo formale. Intorno alle 14 arriva anche una dichiarazione del leader socialista spagnolo Pedro Sanchez che ha rivelato di “aver raggiunto un accordo con il premier Mariano Rajoy per avviare una riforma della Costituzione che ridefinisca fra l’altro lo statuto della Catalogna”. Senza però precisare altro sui contenuti della “ridefinizione”. Sanchez ha solo aggiunto che una commissione sarà formata a breve, lavorerà per sei mesi e che le conclusioni saranno sottoposte al parlamento. Tuttavia il leader Psoe ha precisato che anche per la tenuta di un referendum di auto-determinazione, cui si è detto contrario, è necessaria una riforma della Costituzione.

E intanto la Moncloa starebbe preparando una lettera di diffida formale indirizzata a Puigdemont ma non è chiaro quanto sarà il tempo concesso al leader catalano per rispondere. Se la risposta del leader indipendentista sarà negativa il governo spagnolo potrà, secondo Costituzione, attivare la tagliola dell’articolo 155.

Comunque sia, anche oggi Madrid conferma la scelta della linea dura, nessuna risposta alla richiesta di dialogo avanzata ieri dal “president” con la sua dichiarazione d’indipendenza prima enunciata e poi sospesa, una fermezza sulla quale sembrano concordare sia il Pp, la formazione del capo dell’esecutivo, che Ciudadanos e il Psoe. E per varare, per la prima volta in assoluto, l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, Rajoy deve comunque prima rivolgersi direttamente a Puigdemont con la richiesta formale di fare marcia indietro.

Se Puigdemont si manterrà fermo sulle sue posizioni, è probabile che l’applicazione dell’articolo 155 diventi realtà nel giro di pochi giorni, dopo l’obbligato passaggio parlamentare al Senato, dove il Pp gode della maggioranza assoluta. Ma prima, questo pomeriggio, Rajoy riferirà davanti alle Cortes. 

Tra le poche voci contrarie all’impiego degli strumenti forniti dalla legislazione spagnola per salvaguardare l’unità nazionale, c’è quella di Podemos, che vede nel discorso pronunciato ieri dal presidente catalano una mano tesa, un’apertura al dialogo che non andrebbe sprecata.

La stampa madrilena grida al “ricatto” e alla “provocazione” da parte di Puigdemont. Ma c’è anche chi parla di “farsa”. “Né sì, né no, né tutto il contrario”, sintetizza in un editoriale il direttore del “Periòdico de Catalunya”, Enric Hernández, a sintetizzare lo stato confusionale in cui si trova in questo momento il fronte secessionista. Un caos calmo, a giudicare dalla reazione dei mercati: oggi in Borsa i titoli delle imprese catalane sono in crescita in media del 2 per cento ma su scala europea Madrid è in risalita (+1,2%) dopo il differimento della dichiarazione d’indipendenza della Catalogna dalla Spagna.

Si pronuncia anche il Fondo monetario internazionale: “La situazione resta fluida, quindi non facciamo congetture. Speriamo che la situazione sia risolta senza intoppi e con la giusta tempistica”, ha dichiarato Matthew Jones, del dipartimento monerario e dei mercati dei capitali del Fondo monetario internazionale. Mentre Francia e Germania confermano la linea anti-indipendenza:  “Una dichiarazione di indipendenza
della Catalogna sarebbe illegale e non sarebbe riconosciuta”, ha dichiarato la portavoce di Angela Merkel, Ulrike Demmer, rispondendo a una domanda. “Sarà riconosciuta illegale qualunque dichiarazione unilaterale di indipendenza” avanzata dalle autorità della Catalogna, così una portavoce del ministero degli Esteri francese.

 

http://www.repubblica.it/esteri/2017/10/11/news/spagna_rajoy_contro_puigdemont_applicazione_articolo_155_contro_autonomia_catalana_referendum_incostituzionale-177962844/

 

 

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