C’è della poesia in questa follia

ex-ospedale-psichiatrico-di-granzette-02-2

L’ex manicomio di Rovigo rappresenta un pesante fardello di ricordi per la città, per la sofferenza che ha visto sopportare dai pazienti che ha “ospitato”. Eppure esso, grazie ai connotati architettonici e paesaggistici, può dare molto a Rovigo e far dimenticare la memoria del proprio passato. L’Associazione Biancoenero ne è convinta e da anni persegue lo scopo di liberare il Granzette dal suo passato per liberare l’umanità. Come? Cominciando con la poesia. L’appuntamento è sabato 19 settembre presso il l’ex manicomio per ascoltare chi ha ricordato la pazzia nelle sue poesie

Rovigo – Nella periferia di Rovigo c’è un gran parco di 6.000 metri quadrati con piante secolari, un piccolo villaggio, viali alberati, una chiesa, una lavanderia, una cucina, delle officine, un centro sociale e centro per gli ospiti e grandi padiglioni, ma è tutto lasciato lì, dimenticato, diroccato e in balia delle intemperie.

E’ il vecchio manicomio di Rovigo, nella frazione di Granzette, che non ospita più nessuno. E’ stato chiuso nel 1997, ma rappresenta una vera e sconosciuta ricchezza dal punto di vista sociale, culturale, architettonico e paesaggistico.

In quest’area abbandonata e dimenticata, sabato 19 settembre alle ore 17.30 in via Chiarugi 135 presso l’entrata dell’ex manicomio, si terrà “Il verbo e la parola” evento con lo slogan “poeti al manicomio di Rovigo: chi fora fora chi sotto sotto”. Si tratta di un nuovo incontro dell’associazione Biancoenero impegnata dal 1993 su temi di carattere sociale e diritti umani.

Biancoenero da anni organizza iniziative di questo tipo con lo scopo di “liberare” il manicomio di Granzette dallo stato di abbandono, in cui attualmente si trova. L’ex manicomio di Rovigo rappresenta la memoria e la testimonianza di un luogo dove l’umanità è stata violata. Liberare il manicomio, e tutto quello che porta come ricordi, significa liberare anche la nostra umanità.

Dal suo sito l’associazione Biancoenero spiega che: “Per una riconciliazione nazionale con tutti i mattificati della storia: non ci sarà coscienza civile finché non vi sia riconoscimento e ri-conciliazione coi detenuti del carcere manicomiale dove è stata rinchiusa anche una parte della nostra coscienza sociale. “Liberare” il manicomio e la sua memoria per liberare anche la nostra umanità. I poeti per dare luce ad una zona d’ombra, ancora oscurata, di umanità negata”. 

Il tema di sabato sarà “Il verbo e la parola”: durante l’evento si citeranno i poeti le cui poesie hanno guardato e cantato la follia nei recessi più nascosti della mente. Roberto Costa interpreterà l’”Urlo” il componimento del poeta americano Allen Ginsberg che inizia con il famoso verso: “Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia” e “Alienazione e magia nera” l’invocazione contro i manicomi e l’elettroshock dell’autore francese Antonin Artaud.

http://rovigooggi.it/articolo/2015-09-18/c-e-della-poesia-in-questa-follia/#.VfzKJd_tmko

(Visited 22 times, 1 visits today)