Come sarà la vita dopo il Coronavirus, ecco come cambieranno scuola, lavoro e sport

La vita dopo il Coronavirus è uno dei temi di maggiore interesse in queste settimane in cui in Italia ci si sta confrontando sulla ripartenza e sulla ripresa di tutta una serie di attività non solo legate al lavoro. Quali saranno i possibili cambiamenti degli stili di vita?
Uno dei temi centrali è quello riferito al mondo della scuola e alle modalità – a prescindere dalla conclusione dell’anno scolastico in corso – con cui verrà gestito il ritorno in classe anticipato ai primi di settembre. La priorità è senza dubbio legata alle condizioni di sicurezza sanitaria, per la quale saranno necessari investimenti per adeguare gli edifici scolastici, mentre sono ancora tutte da scrivere le regole alle quali dovranno attenersi studentiinsegnantibidelli e segretari. Ci sarà da pensare a termoscanner all’ingresso, aule concepite con distanze fra gli alunni ben diverse da quelle attuali, entrate e uscite scaglionate, programmi che potrebbero prendere in considerazione anche la didattica mista, cioè con parte delle lezioni in aula e la restante da casa. Non sono da escludere doppi turni, al mattino e al pomeriggio con evidenti ripercussioni sulle attività extrascolastiche dei ragazzi.
E il mondo del lavoro, come cambierà dopo il Coronavirus? Una parte della risposta è stata già data in queste settimane con il massiccio ricorso al telelavoro, o smart working che dir si voglia, Di sicuro, quando l’Italia e il mondo saranno usciti dall’emergenza, parte delle nuove pratiche adottate sono destinate a restare in vigore, magari per ciò che riguarda le attività che non richiedono la presenza contemporanea di operatori nello stesso luogo
Tutte da scrivere anche le modalità di svolgimento e di partecipazione agli eventi sportivi, che soprattutto ad alto livello hanno l’effetto di richiamare migliaia di persone nello stesso impianto. Basti solo pensare ai dubbi, ai sospetti e a più di una certezza con cui la partita di calcio di Champions League Atalanta-Valencia è stata identificata come una delle occasioni più probabili di diffusione del contagio sia in Italia che in Spagna. Dopo il Covid 19 avremo uno sport a porte chiuse con spettatori presenti solo davanti alle tv? Oppure verrà ridotta drasticamente la capienza di stadi, palestre e palazzetti dello sport? Risposte ancora non ne sono state date, se non quelle rappresentate dal rinvio degli eventi a quando avremo tutti più sicurezze.

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