Congedo parentale e coronavirus, come cambia e come richiederlo

L’11 marzo il nuovo decreto

Un nuovo decreto per introdurre misure di sostegno alle famiglie e far fronte così al lungo (come si prevede) periodo di chiusura delle scuole necessario per contrastare la diffusione del Covid-19. È quello al quale sta lavorando il governo in queste ore per istituire una forma di congedo straordinario e aiutare così almeno uno dei genitori a rimanere a casa con i figli. «Questa mattina ci ritroviamo per chiudere questo decreto che di fatto andrà in approvazione subito dopo, mercoledì 11 marzo, quando voteremo in Parlamento per superare i limiti dei saldi di finanza pubblica che abbiamo stabilito», ha detto Laura Castelli, viceministra dell’Economia in un’intervista a Radio1 Rai. All’interno del decreto, ha spiegato Castelli, oltre alle misure relative al la cassa integrazione e alla liquidità alle imprese, c’è proprio un «pacchetto sulle famiglie» che comincia dal congedo parentale e arriva al voucher, una sorta di «indennizzo fisso che permetta alle famiglie di poter proseguire». Nell’attesa di sapere i dettagli della misura e quali saranno le condizioni per accedere a questo congedo straordinario, fotografiamo lo stato dell’arte, e vediamo cosa prevede a oggi l’Inps.

Cos’è il congedo parentale e a chi è rivolto

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita. È rivolto a lavoratrici e lavoratori dipendenti (sono esclusi dall’indennità i genitori disoccupati o sospesi, i lavoratori domestici e a domicilio).
Il congedo parentale spetta ai genitori naturali di bambini con età inferiore ai 12 anni (per i genitori adottivi o affidatari il congedo parentale spetta con le stesse modalità entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia indipendentemente dall’età del bambino). I genitori, poi, devono essere, come si legge sul sito dell’Inps «in costanza di rapporto di lavoro». Se il rapporto di lavoro però cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo viene meno dalla data di interruzione del contratto

Cos’è il congedo parentale e a chi è rivolto

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita. È rivolto a lavoratrici e lavoratori dipendenti (sono esclusi dall’indennità i genitori disoccupati o sospesi, i lavoratori domestici e a domicilio).
Il congedo parentale spetta ai genitori naturali di bambini con età inferiore ai 12 anni (per i genitori adottivi o affidatari il congedo parentale spetta con le stesse modalità entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia indipendentemente dall’età del bambino). I genitori, poi, devono essere, come si legge sul sito dell’Inps «in costanza di rapporto di lavoro». Se il rapporto di lavoro però cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo viene meno dalla data di interruzione del contratto

Quanto spetta

Ai genitori lavoratori dipendenti che usufruiscono del congedo parentale spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i primi sei anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) e per un periodo massimo complessivo di sei mesi. Nel caso di bambini di età dai 6 anni e un giorno agli 8 anni (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), l’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera spetta solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni (o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi). Nessuna indennità, invece, dagli otto anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, tranne per gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali a termine e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, per i quali è previsto il pagamento diretto dall’Inps, così come per le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome.

Quando fare la domanda

La domanda va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se viene presentata dopo saranno pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda. La domanda può essere presentata online sul sito dell’Inps. In alternativa, può essere inoltrata tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; o presso gli enti di patronato e intermediari dell’Inps

https://www.corriere.it/economia/lavoro/cards/congedo-parentale-coronavirus-governo-pronto-varare-nuovo-decreto-aiutare-famiglie/11-marzo-nuovo-decreto_principale.shtml
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