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Cop21, arriva la firma. Fabius: “L’aumento della temperatura sarà mantenuto entro 1,5 gradi”

DiPaul Polidori

Dic 12, 2015

Il presidente: “Intesa giusta, ambiziosa ed equilibrata e riflette tutte le parti”

PARIGI – Come un giudice, il presidente della Cop21 Laurent Fabius ha usato un martelletto, per sancire l’accordo che i 195 stati presenti alla conferenza sul clima di Parigi hanno votato. Platea in piedi e applausi per quello che è stato definito un accordo dal valore storico. Limite di 1,5 gradi al rialzo della temperatura, cento miliardi di dollari per i paesi in via di sviluppo e revisione ogni 5 anni sui tagli alle emissioni nocive. Questi i tre punti dell’accordo.

La giornata. “Vorrei che tutti coloro che hanno partecipato a raggiungere questo traguardo fosseroqui oggi”: con queste parole Fabius aveva presentato l’accordo raggiunto dalla 21esima conferenza sul clima delle Nazioni Unite dopo 13 giorni di negoziati. “Abbiamo la bozza che è giusta e che riflette tutte le parti. È giuridicamente vincolante”. Accanto a Fabius, il presidenteHollande e il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. “Questo accordo, è necessario per il mondo e per ciascuno dei nostri paesi. Aiuterà gli stati insulari a tutelarsi all’avanzare dei mari che minacciano le loro coste; darà mezzi finanziari all’Africa, sosterrà l’America Latina nella protezione delle sue foreste e appoggerà i produttori di petrolio nella diversificazione della loro produzione energetica. Questo testo sarà al servizio delle grandi cause: sicurezza alimentare, lotta alla povertà, diritti essenziali e alla fine dei conti, la pace. Il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi”. L’intesa era stata finalizzata nella notte. Il testo è stato tradotto in sei lingue. Il documento sarà aperto alla firma presso il quartier generale delle Nazioni Unite dal 22 aprile 2016 al 21 aprile 2017.

I punti chiave. L’obiettivo è il contenimento della temperatura: “Limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi entro il 2020, forse fino agli 1,5 gradi. Consentirebbe di limitare i rischi e gli impatti del riscaldamento”, aveva annunciato Fabius. Poi, i 100 miliardi di dollari da destinare ai paesi in via di sviluppo. Il progetto di decisione “prevede che i 100 miliardi di dollari all’anno da qui al 2020” che devono essere mobilitati per i paesi in via di sviluppo “sia una base di partenza. Un nuovo obiettivo finanziario sarà fissato nel 2025”. Le emissioni nocive: i piani nazionali per il taglio dei gas serra saranno sottoposti a revisione ogni cinque anni. Il progetto di accordo prevede che le parti “puntino a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il più presto possibile”, e di proseguire con “rapide riduzioni dopo quel momento” per arrivare a “un equilibrio tra le emissioni da attività umane e le rimozioni di gas serra nella seconda metà di questo secolo”

In chiusur davanti alla plenaria, il presidente della Conferenza Onu sul Clima aveva citato Nelson Mandela: “Nessuno di noi agendo da solo può raggiungere il successo, il successo è portato da tutte le nostre mani riunite”

“Il traguardo è in vista, ora finiamo l’opera”, aveva aggiunto Ban Ki-moon. “È il momento di capire che gli interessi nazionali sono preservati al meglio agendo nell’interesse comune internazionale, le soluzioni al cambiamento sono sul tavolo, sta a noi prenderle”

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http://www.repubblica.it/ambiente/2015/12/12/news/cop21_e_il_giorno_dell_accordo_sul_clima-129303103/

 

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