Coronavirus, Aps mette in cassa integrazione quaranta dipendenti. Lavoreranno la metà delle ore

Coronavirus, Aps mette in cassa integrazione i dipendenti. Lavoreranno la metà delle ore.

La società che gestisce il servizio idrico nei comuni della provincia di Rieti e in parte della Sabina romana si confronta con una difficile prova di equilibrio, quella cioè di dover garantire un servizio essenziale, venire incontro ai cittadini in difficoltà economica e garantire occupazione e tenuta dei bilanci. Era il primo marzo quando Acqua Pubblica Sabina annunciava agevolazioni per compensare le difficoltà economiche dell’utenza economicamente fiaccata dagli effetti del coronavirus, ma già si paventavano gli effetti della mancata riscossione delle bollette. Oggi il presidente Maurizio Turina conferma “a seguito di un accordo sindacale abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione parte dei nostri dipendenti (circa 40), una cassa integrazione per alcuni al 50% con un meccanismo di turn over per garantire comunque i servizi essenziali. Dobbiamo tutelare gli equilibri economici e finanziari dell’azienda, rendendoci conto che le entrate sono sempre minori, viste le difficoltà dei cittadini, che portano al mancato pagamento delle bollette.”

In soccorso delle società di gestione idrica è intervenuta Arera stanziando un fondo di un miliardo di euro con la finalità di compensare i mancati incassi, quota parte della quale naturalmente andrà anche in aiuto di Aps, ciononostante le preoccupazioni riguardano anche fornitori e appaltatori che operano per la società “stiamo cercando di pagare le fatture in ordine di protocollo – spiega il presidente – e al momento compatibilmente con le nostre risorse cerchiamo di pagare quanto più ci è possibile. Ma la riduzione di incassi andrà ad incidere anche nei rapporti con l’indotto”.

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