Coronavirus, ecco i soldi per le famiglie in difficoltà. La cifra a ogni Comune. Scarica l’ordinanza

Emergenza Coronavirus, ecco i soldi ai Comuni per i buoni spesa: clicca per scaricare

Allarme Coronavirus. Nella serata di domenica 29 marzo, come annunciato, il capo del Dipartimento della Protezione CivileAngelo Borrelli, ha firmato l’ordinanza per l’assegnazione di 400 milioni ai Comuni italiani. I soldi sono destinati ad aiutare le famiglie che non riescono a far fronte all’acquisto di generi alimentari. Le risorse sono state ripartite seguendo due criteri. L’80% (320 milioni) è stato diviso tra le varie amministrazioni in base alla popolazione residente. Il restante 20 (80 milioni) è stato assegnato “in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I valori reddituali comunali sono quelli relativi all’anno d’imposta 2017”. 

Nell’ordinanza si spiega che i Comuni possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare anche eventuali donazioni ed è quindi autorizzata l’apertura di appositi conti correnti bancari per fare confluire il denaro. Ciascun Comune è autorizzato all’acquisto “a) di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale; b) di generi alimentari o prodotti di prima necessità”.

Comuni possono avvalersi degli enti del Terzo Settore. “Nell’individuazione dei fabbisogni alimentari e nella distribuzione dei beni – si legge ancora nell’ordinanza – i Comuni in particolare possono coordinarsi con gli enti attivi nella distribuzione alimentare a valere sulle risorse del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali rende disponibile l’elenco delle organizzazioni partner del citato Programma operativo. Per le attività connesse alla distribuzione alimentare non sono disposte restrizioni agli spostamenti del personale degli enti del Terzo settore e dei volontari coinvolti”.

L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune “individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico”.

L’ordinanza annuncia sin da ora che “con successivi provvedimenti si potrà provvedere ad ulteriori assegnazioni da ripartire sulla base dei criteri di cui alla presente ordinanza”.

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