Coronavirus Emilia Romagna, medici positivi asintomatici possono tornare al lavoro

La Regione emana una direttiva sui tamponi ai sanitari: tre diverse priorità di screening. Contagi a quota 8.535: i dati provincia per provincia

medici positivi al coronavirus ma asintomatici possono tornare al lavoro in Emilia Romagna. Su base volontaria. E’ quanto si apprende da una direttiva trasmessa dalla Regione alle aziende ospedaliere, che prevede screening periodici “con cadenza quindicinale a tutti gli operatori sanitari operanti in aree Covid-19 a massima diffusione al fine – si legge – di definire le dimensioni delle forze lavoro in campo, nell’ottica di proporre, su base volontaristica, la ripresa del lavoro ai soggetti positivi ma asintomatici”.

La direttiva, relativa alle ‘Priorità per screening diagnostico nella Regione Emilia Romagna’, elaborata d’intesa con l’assessore alle Politiche per la salute, prevede una modulazione differenziata dell’effettuazione dei tamponi al personale sanitario, sia per numero che per tempi, a seconda che siano in zone ad elevata, moderata o massima diffusione del virus.

In questo senso, l’atto distingue dunque “tre diversi scenari” nella Regione con “tre diverse priorità di screening”: zone di penetrazione massimale (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Rimini), zone di penetrazione elevata (Modena, Bologna), zone di penetrazione contenuta (Ferrara, Ravenna, Forlì). Anche nelle aree di elevata penetrazione, si legge, “è razionale sottoporre a screening periodico gli operatori sanitari operanti in aree Covid-19 mediante diagnosi diretta, al fine di identificare coorti di operatori sanitari asintomatici idonee a mantenere l’attività lavorativa”.

Nelle aree di moderata penetrazione si prevede, invece, il tampone per screening agli “operatori sanitari esposti a pazienti con infezione diagnosticata al fine di definire l’entità della diffusione verticale (da paziente ad operatore) finalizzata a mantenere la maggior parte degli operatori sanitari Covid-free e a porre in quarantena gli eventuali contagiati per evitare la diffusione inter-operatori”.

Coronavirus Emilia Romagna, i dati sui contagi

Sono saliti a 8.535 i casi di positività, ieri in Emilia Romagna, 980 più dell’altro giorno. Un aggiornamento, ha spiegato il commissario per l’emergenza, Sergio Venturi, che risente di un recupero dei tamponi fatti in passato e presenta “una percentuale in linea con i giorni passati, anche se non vediamo un decremento forte”.

Le guarigioni sono 423, 74 in più dall’ultimo aggiornamento, mentre i decessi salgono a 892, 76 in più, con una età media di 80 anni. I pazienti in terapia intensiva sono 276, 7 in più. In totale sono 31.200 i test refertati, 3.178 in più. I nuovi decessi riguardano 26 residenti nella provincia di Piacenza, 13 in quella di Parma, 21 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena, 4 in quella di Bologna (nessuno del territorio imolese), 2 in quella di Ferrara e 1 in quella di Ravenna.

Questi i casi di positività sul territorio: 1.885 a Piacenza (120 in più rispetto al giorno precedente), 1.364 a Parma (155 in più), 1.369 a Reggio (202 in più), 1.155 a Modena (145 in più), 833 a Bologna (di cui 652 Bologna, 156 in più, e 181 Imola, 3 in più), 172 a Ferrara (22 in più), 342 a Ravenna (33 in più), 380 a Forlì-Cesena (di cui 176 a Forlì, 21 in più, e 204 a Cesena, 30 in più), 1.035 a Rimini (93 in più).

https://www.ilrestodelcarlino.it/cronaca/coronavirus-emilia-romagna-24-marzo-1.5080149
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