Coronavirus, i sindacati al prefetto di Rieti: “Tutelare le donne nei centri antiviolenza”

“Una richiesta di incontro al Prefetto di Rieti, al sindaco di Rieti, ai primi cittadini dei Comuni del territorio e al presidente dell’Anci Lazio per convocare una riunione in videoconferenza e verificare insieme le criticità e gli eventuali interventi da mettere in campo nei centri antiviolenza e nelle case rifugio di Rieti e provincia”. A chiederla i sindacati confederali di Cgil Cisl e Uil del Lazio.

“L’emergenza coronavirus e le attuali misure di contenimento – ricorda Alberto Paolucci, segretario della Uil di Rieti e della Sabina Romana – stanno mettendo in difficoltà le strutture destinate ad accogliere, tutelare e offrire sostegno nei percorsi di uscita dalla violenza. Distanziamento sociale, dispositivi di sicurezza per il personale e per gli ospiti, eventuale isolamento, rispetto del divieto di assembramenti e tutto ciò che serve per contenere il contagio da coronavirus possono ostacolare l’eventuale accoglienza delle vittime di violenza. Nei giorni scorsi il ministero dell’Interno, su sollecitazione del ministro per le pari opportunità, ha evidenziato l’impatto negativo di queste misure e ha invitato i Prefetti a individuare eventuali soluzioni di carattere temporaneo per accogliere tutelare, sostenere e accompagnare i percorsi di reinserimento sociale delle donne vittime di violenza e dei figli minori”.

“Le tipologie strutturali dei centri antiviolenza e delle case rifugio necessitano di verifiche affinché si possano attuare tutte le misure previste per la tutela della salute – dice Paolucci – Ed è per questo che Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera al Prefetto, ai sindaci e al presidente dell’Anci chiedendo di avviare una ricognizione delle strutture e di reperire, se necessarie, ulteriori sistemazioni alloggiative. Da più parti, si legge nella lettera inviata alle istituzioni – conclude il segretario provinciale Uil – arrivano segnalazioni silenti di una violenza familiare crescente e il più delle volte nascosta a causa dell’isolamento domestico. A tal proposito, chiediamo di rafforzare la vostra già alta attenzione al fine di prevenire e porre rimedio, non appena manifestati, gli effetti di questo odioso fenomeno. Riteniamo utile richiamare l’eventuale ricorso al comma 7 dell’articolo 6 del Dl del marzo 2020 che prevede le requisizioni in uso, anche temporaneo, di strutture alberghiere o di immobili con caratteristiche idonee per ospitare persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario nei casi in cui le misure stesse non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata”.

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