Coronavirus, il messaggio di Pasqua di Don Mauro Guida ai fedeli di Poggio Mirteto

Coronavirus, il messaggio di Pasqua di Don Mauro Guida ai fedeli di Poggio Mirteto. L’essenza di una Pasqua “senza”. Questo è il titolo del messaggio che  dedica ai suoi fedeli.

“Siamo arrivati finalmente alla Pasqua, e a tutti (anche a nome del nostro vescovo) rivolgo i più affettuosi auguri per una festa santa e serena. – esordisce il parroco – Siamo tutti consapevoli della triste straordinarietà di questa Pasqua, che ci costringe a casa, accompagnati dalle incertezze e dalle paure per i prossimi giorni. Se dovessi definire questa Pasqua con una parola, la chiamerei la Pasqua ‘senza’: una Pasqua senza una degna quaresima, introdotta da una Domenica delle Palme senza palme, un Giovedì Santo senza lavanda dei piedi e senza adorazione del Santissimo Sacramento, un Venerdì Santo senza adorazione della croce, un Sabato Santo senza veglia, una domenica senza celebrazione, e persino una Pasqua senza pasquetta e senza l’antico detto ‘Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi’; e speriamo che l’elenco dei senza si concluda in fretta. Fortunatamente, almeno da noi, si è evitata la lunga lista dei cari defunti: una serie infinita di senza i propri cari che in molti paesi e città ha colpito duramente, generando una vera e propria Via Crucis per tante persone. E non scordiamo il senza certezze per il domani”.
“Eppure – continua – non dobbiamo dimenticare che tutto è iniziato con un altro senza: un sepolcro senza un cadavere! Quando all’alba del primo giorno della settimana, quel giorno che da allora noi chiamiamo “domenica” (il giorno del Signore), le donne vanno al sepolcro per onorare il caro defunto, lo trovano vuoto; e da qui la naturale e immediata conseguenza: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove lo hanno posto!» (Gv, 20,2); a tutte quelle persone che non hanno neanche potuto piangere i loro cari, mi verrebbe da dire: “Coraggio! Maria di Màgdala piange con voi!”. Ci ricordiamo come prosegue il racconto, e con quanta tenerezza Gesù si fa accanto a chi soffre: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20, 15). Preghiamo perché questa sofferenza ci aiuti ad affinare in meglio i nostri sensi, i nostri desideri, e la nostra ricerca: «La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità. Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli» (Papa Francesco 27 marzo). Maria ha bisogno di essere chiamata per nome da Gesù, per poterlo riconoscere. In quel nome c’è la vera essenza della Pasqua: Gesù non ha vinto il peccato e la morte e basta, ma lo ha fatto per me, per tutti noi, ha regalato a noi questa sua vittoria. Se chiudiamo gli occhi per un istante e ci raccogliamo in preghiera, non possiamo non sentir pronunciare con infinito amore il nostro nome, nessuno escluso: Gesù ci chiama per darci tutto sé stesso e tutta la sua divina vittoria; e non c’è senza che tenga se Gesù ci riempie della sua essenza. Buona Pasqua!”.
Don Mauro Guida conclude il suo messaggio facendo presente che se oggi possiamo augurarci una buona Pasqua, lo dobbiamo a tutti coloro che hanno rispettato le indicazioni del governo, ai volontari, a chi nei territori gestisce l’emergenza e a tutte le persone che si sono spese per il prossimo. A tutti loro va il suo ringraziamento.

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