Coronavirus, il Viminale: “Ispettori in aziende e negozi per controllare le distanze”

Una circolare del ministero spiega che gli uomini della finanza si occuperanno di controllare il rispetto delle norme da parte degli esercizi commerciali

Si parla molto di fase 2. Quella fase di convivenza con il virus che in Italia, a partire dal 4 maggio, dovrebbe accompagnare la ripresa.

Ma il fatidico giorno è ancora lontano. Intanto, con il decreto del 10 aprile, alcune realtà hanno avuto il via libera per l’apertura. Per garantire che tutto avvenga nella norma arriva una circolare del ministero dell’Interno in base alla quale, la guardia di finanza, dovrà sorvegliare le attività commerciali che hanno avuto l’ok del governo alla riapertura.

Al personale della guardia di finanza, in linea con le funzioni proprie di polizia economico-finanziaria, potrà essere demandato “lo svolgimento di specifici controlli e riscontri circa la veridicità del contenuto delle comunicazioni prodotte dalle aziende, riguardo all’inclusione nelle categorie autorizzate ovvero all’esistenza della relazione economico-commerciale tra le attività d’impresa appartenenti alle varie filiere consentite”. Un modo burocratese per dire che i finanzieri dovranno sorvegliare la ripartenza attraverso disamine documentali, tramite le banche dati in uso e, quando è necessario, rilevamenti presso le sedi aziendali. Cioè con operazioni sul posto.

Questo è quanto prevede la circolare, firmata dal capo di Gabinetto Matteo Piantedosi, con la quale il Viminale fornisce ai prefetti indicazioni in merito all’applicazione del dpcm del 10 aprile che ha disposto l’applicazione su tutto il territorio nazionale, dal 14 aprile al 3 maggio, di “misure urgenti di contenimento del contagio, sia di carattere generale sia finalizzate allo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali”.

Il dpcm, nel confermare l’attuale regime di sospensione delle attività commerciali al dettaglio, ad esclusione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, inserisce tra le attività consentite: il commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria, il commercio al dettaglio di libri, il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati. Ribadisce l’obbligo di assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto di beni. Il decreto conferma, inoltre, la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate, e allarga il novero delle attività già consentite, ricomprendendovi espressamente anche quelle funzionali alla continuità delle filiere delle attività individuate.

prefetti potranno chiedere la collaborazione delle Aziende sanitarie locali e avvalersi del supporto delle articolazioni territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro, ai fini del controllo sulle modalità di attuazione, da parte dei datori di lavoro, delle procedure organizzative e gestionali. E, più in generale, sull’osservanza delle precauzioni dettate per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e la sussistenza di adeguati livelli di protezione dei lavoratori.

Intanto, a vegliare su tutto questo, ci saranno le forze dell’ordine. E in particolare la guardia di finanza che è già al lavoro per controllare che le norme del governo vengano rispettate alla lettera. Una lotta ai furbetti. A quelle persone pronte a disattendere le regole decise dal governo in questo tempo di emergenza.

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-viminale-guardia-finanza-controller-aziende-1854123.html
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