Coronavirus, le regole per evitare il contagio e proteggere chi è più fragile

Niente mani su bocca, naso e occhi, pulizia accurata delle superfici, distanze di sicurezza e soprattutto un appello a tutti: state a casa ed evitate i luoghi affollati

No alle mani in bocca o sul viso

Abbiamo scritto e detto più volte che per evitare il contagio va evitato di portarsi le mani in bocca, sugli occhi o nel naso prima di averle accuratamente lavate. Il motivo? Le mani toccano qualunque cosa: dalle maniglie, ai pulsanti di citofoni e ascensori, ai rubinetti dei bagni. Su queste superfici potrebbero esserci le goccioline di secrezioni respiratorie arrivate lì attraverso le mani di soggetti positivi. Le mani, se contaminate, sono in grado di trasportare il virus dove attecchisce, cioé sulle mucose. In media una persona si tocca il viso (occhi, naso, bocca) centinaia di volte in un giorno. Per questo occorre tamponare uno starnuto con un fazzoletto, che bisogna poi gettare, evitando di toccarlo con le mani nude. Poi è necessario lavarsele con il sapone per inattivare il virus. Tuttavia ricordiamo che il contagio diretto per via respiratoria, cioé lo stretto contatto con una persona infetta è la via di trasmissione più diffusa

A un metro da te

Ormai lo stiamo imparando: le persone dovrebbero mantenere una distanza di almeno un metro l’una dall’altra per scongiurare un eventuale contagio. Vale sempre: quando si va al supermercato, in posta, in farmacia (molti di questi luoghi fanno entrare solo una-due persone per volta). Dal punto di vista scientifico la giusta misura di sicurezza è però quasi doppia: 1,82 metri (che corrisponde a sei piedi): in questo modo si è praticamente certi che nessuna delle goccioline di saliva (piuttosto grosse, cadono per gravità) che vengono disperse nell’aria da chi starnutisce, tossisce e, in misura minore da chi parla, raggiungano altre persone. Tuttavia per motivi di reale fattibilità il metro di distanza è un compromesso accettato dagli esperti ed è stata considerata una distanza ragionevole. In alcuni luoghi particolarmente affollati o dove ci sono persone che non si conoscono e quindi non si sa se potrebbero aver contratto il virus, sarebbe comunque meglio mantenere quell’iniziale metro e 82 centimetri di distanza.

Niente baci, abbracci e strette di mani

Niente baci, abbracci e strette di mani: è una misura che certamente cambia le abitudini degli italiani, in genere molto espansivi. Ma siamo sempre lì: è importante mantenere quel metro di distanza per preservare noi stessi e gli altri. E nei tempi del coronavirus è meglio salutarsi mantenendo le distanza. Le mani sono senza dubbio una via indiretta di trasmissione del virus, anche a livello ospedaliero, di conseguenza è determinante la massima attenzione all’igiene: le mani vanno lavate spesso. È però giusto sottolineare che da quando avviene l’emissione delle goccioline da parte del soggetto sintomatico, attraverso tosse o starnuti, c’è via via una riduzione della carica virale, già a partire dai primi minuti, che rende meno efficace l’infezione. In altri termini, perché un soggetto venga contagiato serve una quantità di virus adeguata, che può venire a mancare quando passa del tempo tra l’emissione di saliva o muco e il contatto con un’altra persona (per esempio tramite le mani o superfici di vario genere).

Lavarsi bene le mani

Sembra banale ed è stato scritto e detto molte volte. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi oppure utilizzare una soluzione alcolica (con almeno il 60% di alcol) è un ottimo modo per difendersi dal coronavirus. Anche i bambini devono imparare a farlo spesso con l’aiuto degli adulti.

Lavarsi bene le mani

Sembra banale ed è stato scritto e detto molte volte. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi oppure utilizzare una soluzione alcolica (con almeno il 60% di alcol) è un ottimo modo per difendersi dal coronavirus. Anche i bambini devono imparare a farlo spesso con l’aiuto degli adulti.

Gli anziani

Per chi ha oltre 75 anni c’è la raccomandazione di rimanere in casa o comunque evitare luoghi affollati o dove si possono incontrare estranei. Stessa misura per chi ha più di 65 anni e presenta patologie che potrebbero aggravarsi qualora dovesse contrarre il virus. Insomma, agli anziani è concessa una breve passeggiata (in solitaria) ma è caldamente sconsigliato andare al bar a giocare a carte con gli amici o vedersi alle bocciofile per vari motivi: si sa che gli anziani sono i soggetti più fragili; la distanza di un metro non è garantita; bar e bocciofile sono luoghi dove il virus si è facilmente diffuso proprio per la promiscuità degli avventori. In questi giorni, per quanto possibile, sarebbe utile evitare di andare a trovare i genitori anziani a casa per proteggerli il più possibile. Si ricorda inoltre che è vietato l ’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, al fine di prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Che cosa fare nei luoghi pubblici

Le precauzioni da usare nei luoghi pubblici sono le stesse messe in atto nei confronti del virus dell’influenza: come detto ci si lava le mani, non si toccano bocca, naso e bocca e occhi, non si devono impiastricciare bicchieri, maniglie e oggetti con le mani sporche. Sui mezzi pubblici, per quanto possibile, mantenere la distanza di sicurezza e disinfettarsi le mani dopo aver toccato sedili e maniglie. Se si tossisce bisogna coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta da buttare subito. Se non si ha il fazzoletto si tossisce nel gomito così che le goccioline rimangano imprigionate. Il problema principale sono infatti le secrezioni respiratorie o anche quelle congiuntivali se il virus interessa l’occhio.

State a casa

Evitare i luoghi affollati. Anche questa è una raccomandazione più volte ripetuta dagli esperti. Che significa? Aperitivi, feste di compleanno, cene di lavoro possono attendere tempi migliori. Per fare la spesa meglio scegliere un orario in cui di solito c’è meno gente in giro. Sono sconsigliati anche gli spostamenti non strettamente necessari. Tutte queste precauzioni servono per contenere la diffusione del virus che si trasmette con una certa facilità. Lo stop al virus dipende dal comportamento di ognuno di noi

Mascherine

Le mascherine bloccano il diffondersi delle goccioline e di usano per evitare di contagiare altre persone quindi, in linea di massima, le devono usare le persone infette perché le loro secrezioni non raggiungano altre persone. Le mascherine sono indicate per chi è a stretto contatto coi pazienti e non servono ai sani. Tuttavia, visto la facilità di diffusione del virus e la sua presenza massiccia in determinate zone d’Italia, può essere una precauzione ulteriore indossare la mascherina se si lavora a stretto contatto con persone sconosciute: tassisti, dipendenti di uffici aperti al pubblico ecc.

Pulizia delle superfici

Sebbene il virus possa rimanere vivo sulle superfici, questa via di trasmissione è meno probabile. In ogni caso il virus muore entro un minuto con la semplice disinfezione a base di alcol etilico (etanolo al 62-71%), acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%) o candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%). Non è ancora stata studiata la resistenza di questo virus all’aria e alle superfici e ci sono studi di atto per capire per quanto tempo conservi la sua infettività. In genere questi virus, dopo poche ore che stanno in ambiente non sono più attivi. Per questo la trasmissione è molto più efficace tra persone che hanno contatto diretto. Ad ogni modo è bene considerare la pulizia di alcune superfici come water, lavandino, maniglie, sponde del letto, sedie, interruttori. 

https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/cards/coronavirus-vere-regole-evitare-contagio-proteggere-chi-piu-fragile/no-mani-bocca-o-viso_principale.shtml
(Visited 17 times, 1 visits today)