Coronavirus, Lopalco contro la decisione della Lombardia di riaprire il 4 maggio: “Mette tutti a rischio”

La riapertura delle aziende e la fase 2 dell’emergenza Coronavirus pongono un interrogativo al quale nessuno riesce a dare una risposta: quando ripartire con la sicurezza che ciò non comprometta gli sforzi fatti finora per contenere gli effetti del contagio da Covid 19? E’ anche per questo che l’attenzione di tutti si concentra sulle regioni del Nord, in particolare la Lombardia, dove si sono sviluppati i focolai che hanno causato il maggior numero di morti e contagiati. Situazione delicatissima, quella della regione guidata dal governatore Attilio Fontana, anche secondo Pier Luigi Lopalcoepidemiologo e professore di Igiene all’università di Pisa, che in un’intervista a Il Fatto Quotidiano non usa mezzi termini per criticare la scelta per presidente della Regione Lombardia di far ripartire le attività produttive dal 4 maggio.

La posizione di Lopalco è molto chiara e si basa sul fatto che “i dati che ancora leggiamo rispetto alla situazione della Lombardia sono tutt’altro che confortanti”e sulla constatazione che “la circolazione del nuovo coronavirus è ancora importante e riaprire di più in quella zona industriale vorrebbe dire sovraccaricare Milano che ne è il fulcro”. E’ per questo che “se riapre la Lombardia mette a rischio tutti”, visto che si parla della “regione che ha avuto la fase di proliferazione più importante della pandemia in Italia”. “Se le aziende riaperte provocassero l’insorgere di nuovi focolai – aggiunge il responsabile delle emergenze epidemiologiche in Puglia – sarebbe un disastro incommensurabile”

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