Coronavirus, occhio alle bufale: il decalogo del Corecom Toscana

L’intervento del presidente Enzo Brogi

Sul coronavirus prolificano le fake news, le bufale che non fanno che innalzare il livello di paura in maniera immotivata. Sul caso ospitiamo l’intervento di Enzo Brogi, a capo del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) Toscana.

Da qualche settimana l’emergenza Coronavirus ci fa confrontare, oltre che con la comprensibile preoccupazione per la diffusione dell’epidemia, con un’altra forma di virus insidioso e ad altissimo contagio: l’infodemia, ossia la circolazione eccessiva di informazioni contraddittorie, spesso non verificate e a volte non veritiere.

Un problema serio, amplificato dall’uso massiccio del web e dei social network, che fa della comunicazione – in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo – un ostacolo alla corretta informazione invece che una preziosa risorsa per orientarsi e comportarsi in modo adeguato. Assistiamo infatti alla diffusione di suggerimenti pratici, valutazioni sugli effetti sanitari, notizie verosimili che hanno creato, in alcuni casi, effetti di confusione e panico tra la popolazione, inducendo a comportamenti ingiustificati, come lo svuotamento di interi scaffali nei supermercati.

Per evitare la diffusione di questo contagio informativo, suggeriamo, ai cittadini ma soprattutto agli operatori dell’informazione, di attenersi ad alcune regole-base, semplici ma efficaci: prima di condividere, verifica: quando si condivide una notizia su un account social o la si diffonde attraverso chat e app di instant messaging, bisogna prestare molta attenzione; a volte, infatti, nella fretta di condividere o fidandosi di chi ci ha inviato un contenuto, diffondiamo inavvertitamente notizie false.

E ogni notizia falsa che condividiamo si potrà diffondere capillarmente tra i nostri amici e gli amici dei nostri amici: una lunga catena che può causare confusione, nei casi peggiori rischi e pericoli per la società, influenzando scelte importanti come quelle in materia di salute e di politica, istigare odio, distruggere la reputazione di persone; controlla l’URL, ossia l’indirizzo della pagina: spesso capita che siti di fake news utilizzino come escamotage l’avvalersi di url simili a quelli conosciuti dagli utenti; controlla l’autore: occorre sempre verificare l’attendibilità dell’autore che ha scritto il post, controllare se ha firmato altri articoli che possono accreditarlo come “conoscitore” del tema; non diffondiamo notizie di autore sconosciuto (o catalogato tra gli “amici degli amici”), neppure se il messaggio ci è stato inviato da un amico o da una persona fidata; controlla la fonte: le fonti non sono tutte uguali ed è importante fare riferimento sempre a quelle attendibili e accreditate.

Per evitare di trasformare l’allarme (sanitario) in allarmismo (incontrollato), è quindi importante non lasciarsi contagiare da questa epidemia cognitiva, ma affidarci alle notizie ufficiali fornite dalle nostre istituzioni. Mai come in questa fase siamo tutti responsabili. Primo tra tutti, consultiamo il sito di Regione Toscana, costantemente aggiornato sull’evoluzione del virus. Se ci atteniamo a queste semplici regole di buon senso e facciamo sistema, riusciremo a affrontare al meglio la sfida che ci attende.

https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/coronavirus-bufale-1.5053755
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