Coronavirus Roma, test sierologici negli studi privati: tariffe da 40 euro per gli esami

A vederlo da una certa angolazione, è un fenomeno che rischia di rompere il fronte nella lotta per il contenimento del Covid-19. Da giorni in tutta la Capitale si stanno diffondendo i laboratori privati di analisi cliniche – ma accreditati con il Servizio sanitario regionale e nazionale – che effettuano test sierologici a pagamento per rinvenire, attraverso l’esame del sangue, e il conteggio delle immunoglobuline (IgG e IgM) la presenza o meno del Sars-Cov-2. C’è un via libera ufficiale da parte della Regione Lazio? No. Di più. Il ministero della Salute tramite la circolare 11715 del 3 aprile scorso ha chiaramente scritto: «Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità sebbene l’impiego di kit commerciali di diagnosi rapida virologica sia auspicabile e rappresenti un’esigenza in situazioni di emergenza come quella attuale, gli approcci diagnostici al momento tecnicamente più vantaggiosi, attendibili e disponibili rimangono quelli basati sul rilevamento del virus in secrezioni respiratorie attraverso metodi di RT-PCR». Ovvero del tampone naso-gola. Nessun divieto certo, è stato espressamente decretato per i laboratori privati ma al contempo si è precisato come i test sierologici non diano al momento alcuna certezza.
Eppure le strutture lavorano e incassano. Perché questi test vengono fatti a pagamento senza che ci sia un tariffario univoco. Da 40 fino a 120 euro se il prelievo viene fatto a casa da un infermiere.

I CASI
La Bios di via Domenico Chelini è stata scrupolosa: «Il Gruppo Bios in linea con quanto emanato dal ministero della Salute – si legge sul sito internet – non esegue attualmente test rapidi o sierologici per l’identificazione di anticorpi IgM ed IgG diretti verso il virus Sars-Cov-2 in quanto i risultati ottenuti da questi test, non risulterebbero sufficientemente attendibili per la valutazione diagnostica: la presenza di anticorpi non è indicativa di un’infezione acuta in atto». Il laboratorio Biolab di via Igea 12, invece, effettua il prelievo del sangue su prenotazione. La procedura è questa: c’è un pre-triage telefonico e una volta prenotato l’esame, la struttura manda al cliente le coordinate bancarie per il pagamento anticipato della prestazione. Che se viene svolta in ambulatorio costa 80 euro mentre a domicilio 120 euro. La risposta arriva in 24 ore.
Il laboratorio Ciaffi di viale Libia garantisce l’esame a un prezzo più vantaggioso: 40 euro ma si deve andare in laboratorio. La Biotecnica romana di via Prati Fiscali risponde: «Stiamo aspettando che arrivino i kit che abbiamo ordinato, richiami dopo Pasqua». E così anche il laboratorio Krasi di via Annone che puntualizza «Il macchinario già c’è. Ma non le so ancora dire il giorno preciso di attivazione, il prelievo di sangue si può fare anche a domicilio, il costo varia dalle 60 alle 100 euro ma ancora è in fase di analisi». Al Cesmet – clinica del viaggiatore il test con un consulto specialistico costa 150 euro, mentre Il laboratorio Caravaggio di via accademia degli agiati 65 ancora non effettua il test «Perché – dicono – dobbiamo aspettare che la Regione ci dia l’ok». Dal centro analisi Talenti rispondono che «Ci stiamo informando per sapere se i metodi sono attendibili, farvi pagare un test 100 euro e poi non dà risultati comprovati, è inutile». Applauso alla correttezza.

IL MONITO DEI MEDICI
Sul caso interviene anche l’Ordine dei medici che in questi giorni sta ricevendo una mole impressionante di segnalazioni di esami fatti dai laboratori privati. «Capiamo perfettamente come per molti sia difficile ed in qualche caso impossibile avere la possibilità di veder garantito un accertamento in tempi rapidi e, quindi, si cerchi di ricorrere a sistemi alternativi, molti di questi non ancora validati scientificamente, ma la breve storia di questa pandemia ci ha insegnato come sia necessario il massimo rigore». Anche perché la seguente riflessione è presto detta: «Questa è una malattia – commentano Antonio Magi presidente dell’Ordine e Pier Luigi Bartoletti segretario provinciale della Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale – che va denunciata e che prevede l’obbligo della quarantena per i casi positivi». Qui si insinua il dubbio: «I risultati di questi test fatti dai laboratori – conclude Bartoletti – vengono segnalati poi alle Asl? Vengono fermate le persone se si trovano molto lontano da casa e assistiamo a casi del genere. Nulla è vietato ma serve attendibilità e riscontro scientifico sui risultati». Per ora non pervenuti.

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/coronavirus_test_sierologici_laboratori_analisi_privati_quanto_costano_dove_farli_come_funzionano-5160914.html
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