Coronavirus, scoperte truffe dalla Gdf: falsi gel igienizzanti, mai arrivate mascherine vendute on line

L’emergenza Coronavirus non scoraggia i truffatori. Anzi, offre ulteriori occasioni a chi, senza scrupoli, approfitta dello stato di necessità per arricchirsi in spregio a qualsiasi regola anche se c’è in ballo la salute delle persone alle prese con il Covid 19. E’ quanto è successo in Sicilia, dove la guardia di finanza di Catania ha scoperto ma messa in vendita di semplici gel detergenti come dispositivi medici. Rinvenuti cinquemila flaconi, 1.500 dei quali sono stati sequestrati perché privi delle necessarie autorizzazioni. Le fiamme gialle hanno individuato un commerciante all’ingrosso di prodotti chimici per l’industria, operante nell’hinterland catanese, che deteneva presso il proprio magazzino, pronte per la spedizione, numerose confezioni di gel detergente riportanti la dicitura “disinfettante“, ma in realtà sprovviste delle specifiche autorizzazioni.

Gli agenti della guardia di finanza di Torino hanno invece stroncato una truffa da oltre un milione di euro, denunciando un imprenditore di Vercelli, commerciante nel settore del bestiame, e sequestrando oltre a un sito internet migliaia di file di contatti commerciali e conti correnti personali dell’indagato. Le fiamme gialle hanno scoperto, mascherine di ogni tipo e prodotti igienizzanti che venivano messi in vendita a prezzi imbattibili con la promessa di consegnare il materiale entro 10 giorni. Non mancavano neanche le offerte: per ordini di minimo 500 mila pezzi il prezzo scendeva a 0,90 centesimi cadauna. Unico neo, le forniture che avrebbero dovuto arrivare dalla Malesia non arrivavano mai ai clienti che quando si lamentavano per le mancate consegne si sentivano dire di avere pazienza che il cargo sarebbe arrivato tra qualche giorno.  Oltre 250 le persone raggirate, tra questi farmacisti, medici, infermieri, associazioni di volontariato e  alcuni enti locali; tra questi due comuni uno in Piemonte l’altro in Basilicata. Le indagini coordinate dalla procura di Torino sono ancora in corso e numerose sono le querele già presentate dalle persone truffate. Anche con i finanzieri che si erano finti acquirenti, l’imprenditore si era vantato di essere in procinto di fornire 20 mln di mascherine al governo svizzero.

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