Coronavirus, viceministro Sileri positivo. A Vo’ due giorni senza casi

Il vice del ministro della Salute: “Sono in isolamento dopo contatto con un sospetto contagiato”. Anche la sua collega all’Istruzione Ascani positiva. Il comune padovano verso la guarigione da due giorni senza contagi. Gli esperti cinesi in visita allo Spallanzani di Roma: “Bravi italiani, state facendo le cose giuste”. Quasi 7mila i denunciati per essere stati trovati fuori casa senza motivo

Il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, è risultato positivo al test coronavirus dopo esser stato alcuni giorni fa in contatto con un “sospetto positivo”. È stato lo stesso Sileri a dare la notizia, affermando di essersi messo in isolamento “appena mi sono accorto di avere dei sintomi”. “Ho seguito da subito tutti i protocolli come indicato dal ministero – aggiunge – Mia moglie ed il piccolo stanno ancora bene e, seppur nella stessa casa, abbiamo diviso gli ambienti”. Ed anche la sua collega all’Istruzione Anna Ascani ha detto di essere positiva al virus. “Io sto bene – ha scritto su Facebook – ho qualche linea di febbre e un po’ di tosse. Ci tengo a ringraziare, ancora una volta, il personale medico che sta lavorando assiduamente, con turni senza sosta, prendendosi cura di noi. Insieme ce la faremo, vinceremo questa battaglia, mettendocela tutta. Ne sono sicura, #andràtuttobene”.

Intanto da due giorni Vo’ non ha nessuno caso nuovo di positività al Coronavirus, secondo quanton emerge dai dati ufficiali della Regione Veneto. La cittadina padovana, prima zona rossa insieme a Codogno, ha imboccato decisamente la strada della guarigione. “Abbiamo applicato la quarantena – racconta  il sindaco Giuliano Martini – con grande senso di responsabilità e fatto due screening a cui ha aderito il 95% della popolazione”. La località euganea era uscita dall’isolamento domenica scorsa. Proprio a Vo’ era stata registrata la prima vittima veneta del coronavirus, il 67enne Adriano Trevisan.

Il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, è risultato positivo al test coronavirus dopo esser stato alcuni giorni fa in contatto con un “sospetto positivo”. È stato lo stesso Sileri a dare la notizia, affermando di essersi messo in isolamento “appena mi sono accorto di avere dei sintomi”. “Ho seguito da subito tutti i protocolli come indicato dal ministero – aggiunge – Mia moglie ed il piccolo stanno ancora bene e, seppur nella stessa casa, abbiamo diviso gli ambienti”. Ed anche la sua collega all’Istruzione Anna Ascani ha detto di essere positiva al virus. “Io sto bene – ha scritto su Facebook – ho qualche linea di febbre e un po’ di tosse. Ci tengo a ringraziare, ancora una volta, il personale medico che sta lavorando assiduamente, con turni senza sosta, prendendosi cura di noi. Insieme ce la faremo, vinceremo questa battaglia, mettendocela tutta. Ne sono sicura, #andràtuttobene”.

Intanto da due giorni Vo’ non ha nessuno caso nuovo di positività al Coronavirus, secondo quanton emerge dai dati ufficiali della Regione Veneto. La cittadina padovana, prima zona rossa insieme a Codogno, ha imboccato decisamente la strada della guarigione. “Abbiamo applicato la quarantena – racconta  il sindaco Giuliano Martini – con grande senso di responsabilità e fatto due screening a cui ha aderito il 95% della popolazione”. La località euganea era uscita dall’isolamento domenica scorsa. Proprio a Vo’ era stata registrata la prima vittima veneta del coronavirus, il 67enne Adriano Trevisan.

L’appello dei comuni di montagna

Con l’emergenza Coronavirus “stare a casa oggi fa bene anche alla montagna”. E’ l’Uncem che si unisce “all’appello di tanti Sindaci delle valli alpine e appenniniche” che in queste ore stanno ribadendo che “i loro Comuni non sono luoghi di villeggiatura per passare questi giorni di blocco delle attività economiche e scolastiche”. Per questo, il presidente dell’Uncem, Marco Bussone, ha scritto ai Presidenti delle Regioni, ai Ministri Franceschini e Boccia, al Commissario Borrelli, condividendo con loro “la necessità di un’azione maggiore di controllo e monitoraggio rispetto ai possibili flussi turistici, anche con le forze dell’ordine all’ingresso delle vallate”. “Non è questo il momento in cui fare i turisti” scandisce il presidente Uncem.

“Evitiamo movimenti da e per le valli che non hanno senso. La montagna è accogliente, ma non ora. Stare a casa fa bene anche ai territori montani. L’appello fatto da tanti Sindaci al Prefetto è quello che anche Uncem oggi fa attraverso i media, a tutti. La montagna accoglierà tutti nei prossimi mesi, non ora”.

Parchi, piste ciclabili e giardini chiusi Intanto in molte città i sindaci sono costretti a inasprire ulteriormente il Decreto del governo, perché nonostante i divieti di assembramento l’affollamento in alcune aree comunali è continuo. Ad Ascoli Piceno chiudono i parchi, i giardini pubblici e le piste ciclabili. Questa mattina il sindaco Marco Fioravanti ha annunciato via social: “Non possiamo permetterci ulteriori contagi, stiamo intensificando i controlli e metteremo in campo misure sempre più stringenti per tutelare la salute dei cittadini.. L’invito è sempre quello di restare a casa”.

Parchi chiusi anche a Bologna, mentre in Liguria si teme che accada quanto accaduto nello scorso fine settimana, quando la gente si è riversata sulle spiagge. Per questo a Bordighera il sindaco, Vittori Ingenito ha detto: “Se muoiono così tante persone e ancora oggi molti cittadini continuano a uscire per la passeggiatina, oltre alle denunce, che si devono fare, bisogna dare un segnale forte e pertanto stiamo valutando di chiudere il lungomare Argentina”.  Nella località tra le più rinomate della Riviera dei Fiori “Ancora oggi – spiega il sindaco- ho trovato persone, residenti e di fuori, che mi hanno detto di essere usciti per una passeggiata. Vogliamo dare un messaggio forte a tutti affinché stiano a casa, per la salute di tutti”.

E intanto aumenta ancora il numero delle persone denunciate. Secondo l’ultimo aggiornamento del Viminale, nella giornata di ieri sono state controllate 157.271 persone e ne sono state denunciate 6.942 (il 49% in più rispetto al giorno precedente) ai sensi dell’articolo 650 del codice penale (“inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”) e 276 ai sensi degli articoli 495 e 496 del codice penale (“falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale” o “false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”). Sempre ieri, sono stati controllati 83.454 esercizi commerciali e ne sono stati denunciati 239 titolari, sempre ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/14/news/coronavirus_italia_14_marzo_2020-251241844/
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