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Cosa ho imparato creando per scherzo una pagina Facebook ultra-cattolica italiana

DiPaul Polidori

Lug 22, 2016

Anche se non li vedete, sono là fuori—Facebook è pieno di ultra-cattolici. È quell’amica di famiglia devota che segue pagine con centinaia di migliaia di fan dedicate a Dio e alla Madonna, ai santi più noti, ai miracoli di Medjugorje. Sono tutti i vostri parenti che affollano gruppi Facebook con nomi tipo “preghiere per le anime del Purgatorio“—nonostante, tra l’altro, il Purgatorio sia stato praticamente abolito da papa Benedetto XVI. E se non avete parenti o conoscenti del genere, allora probabilmente siete voi.

Ogni giorno, da anni, queste pagine inondano Facebook con uno tsunami di contenuti a tema religioso. Non saprei dire se siano nate per la devozione di qualcuno e solo con il tempo si siano trasformate in enormi comunità di clickbait evangelico o se viceversa siano state create apposta. Fatto sta che esistono e che ce ne sono tantissime, in tutte le lingue. C’è La Luce di Maria (un milione di fan) che usa i video live di Facebook per organizzare preghiere collettive; ci sono Ti Amo Signore (66mila fan) e GESU’ (114mila fan) che postano solo meme motivazionali su Gesù Cristo; c’è Medjugorje (133mila fan) a tema madonne&miracoli e che riposta un sacco di contenuti dal sito di un’associazione cattolica torinese.

E questo è solo un piccolo campione—lo stesso campione che, dopo attenta osservazione, ho usato per creare una pagina di questo tipo a mo’ di esperimento, inondando a mia volta Facebook di immagini religiose. Dopotutto, come diceva un vecchio spot dell’8X1000 alla Chiesa Cattolica, “sarà anche una goccia nell’oceano, ma l’oceano è fatto di gocce.”

Non so perché ho cominciato—probabilmente per noia e perché mi divertiva l’idea. Non avevo mai gestito una pagina Facebook prima, per cui non sapevo quanto impegno richiedesse né potevo immaginare che dopo i primi giorni la cosa sarebbe diventata sempre di più una specie di lavoro. In ogni caso, circa un mese fa ho creato la mia pagina cristiana: La luce del Signore. Per farla crescere sono andato un po’ per tentativi: ho chiesto pubblicità ad altre pagine cristiane—che mi hanno ignorato—e alla fine per disperazione ho provato a sponsorizzarla. Con 12 euro di spesa ho beccato 14 fan.

Allora ho cambiato tattica: ho deciso di usare una serie di profili per chiedere quante più amicizie possibili ai fan delle varie pagine del genere che seguivo. Una volta arrivato a 5000 amici, avrei trasformato i profili in altrettante pagine che, si sperava, a quel punto avrebbero avuto una massa critica tale da crescere da sole.

Il mio metodo scommetteva sulla poca dimestichezza con Facebook di queste persone, e in effetti ha funzionato. Dopo due giorni, i miei due profili—Fedeli Cristiani e Cristiani Devoti—avevano già quasi 500 amici ciascuno. Alla fine della settimana, quando mi sono annoiato e ho smesso di gestirli, avevano superato i 1500.

Appena ho raggiunto una buona base di amici, ho cominciato a postare contenuti cattolici. Non era difficile: bastava cercare su Google immagini cose come “Gesù,” “annunciazione,” “ultima cena.” Cercando “madonna” uscivano foto della cantante e bisognava specificare. Scaricavo le foto che mi piacevano cercando di evitare quelle più trash e le pubblicavo con una didascalia inventata al momento che sembrasse vagamente evangelica. Anche questo non era particolarmente difficile—credo che tutte quelle ore passate a studiare per gli esami di Storia della Chiesa e Storia del cristianesimo siano serviti a qualcosa, alla fine.

Programmavo i post perché uscissero a orari fissi, più o meno a un’ora di distanza l’uno dall’altro. Ogni tanto, tra una foto e l’altra, cercavo di variare con il “vangelo del giorno”—cercavo “un vangelo a caso” su Google, trovando una marea di siti specializzati—o con preghiere collettive: postavo la prima frase del padre nostro e lasciavo che fossero i miei amici a completare la preghiera. Non sempre riusciva.

 

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