Crateri in Siberia. Il mistero dei buchi della fine del mondo

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Nuove voragini nella penisola di Yamal dopo quelli osservati la scorsa estate. E ora c’è il timore di catastrofiche esplosioni di gas metano.

Vasily Bogoyavlensky, vicedirettore dell’Istituto di ricerca su gas e petrolio, che fa parte dell’Accademia delle Scienze di Mosca, ha sollecitato un’indagine urgente sui cosiddetti “buchi della fine del mondo”, gli enormi crateri che stanno trasformando la regione artica siberiana in una gruviera. Attorno all’enorme “buco di Yamal” – un cratere di 30 km denominato B1 – si sono formate altre voragini, cinque nella penisola di Yamal, una nel nord della regione di Krasnoyarsk e un’altra nella penisola di Taymir. Tre sono state segnalate dai pastori di renne, le altre sono visibili anche dai satelliti. Bogoyavlensky ritiene che possano esservi 20-30 cavità nella stessa area. Il pericolo maggiore è che da queste falle della superficie terrestre si liberino immani quantità di gas dai giacimenti sotterranei. Come avere una bocchetta del gas di 30 km. di diametro che avvelena l’atmosfera del pianeta. L’equivalente – in gas atmosferico – della terrificante emissione di petrolio nel Golfo del Messico dopo lo “stappo” del pozzo Macondo.

http://www.gqitalia.it/news/2015/02/24/crateri-in-siberia-il-mistero-dei-buchi-della-fine-del-mondo/

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