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“Crollasse il mondo”: Elton John e Madonna, due disperati che s’incontrano al motel

DiPasquale Stavola

Feb 16, 2015

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Il terzo testo teatrale di Alessandra Mortelliti, di cui è lei stessa protagonista con David Coco e regia di Massimiliano Farau, porta alle estreme conseguenze il tema del doppio. Ce ne parla la drammaturga romana

“Salve! C’è qualcuno? Signora! Posso iscrivermi? Per favore! Perché no? Sono solo dieci minuti di ritardo! Mi si è rotto il tacco! Per favore! Aspetti! Fottiti maledetta stronza! Sei una maledetta puttana!!!”. urla una ragazza che si presenta vestita come Madonna nei panni di Like a Vergin per iscriversi a un concorso di aspiranti sosia di personaggi famosi. È la scena parlata d’apertura di Crollasse il mondo, terzo testo teatrale di Alessandra Mortelliti, 33 anni, romana, autrice-attrice che stavolta, dopo un debutto avvenuto ad Enna e a Catania, propone da martedì 17 il suo spettacolo lavorando in scena accanto a David Coco, con la regia di Massimiliano Farau. Non c’è mai calma, normalità e sensatezza, nella drammaturgia di Alessandra Mortelliti, e ovviamente neanche adesso. “Nel mio primo testo Famosam’interessava affrontare il tema dell’omosessualità per bocca di un ragazzino di provincia, e poi ne La vertigine del drago ho messo a confronto due realtà agli antipodi come un naziskin e una rom, e ora con Crollasse il mondo volevo portare alle estreme conseguenze il tema del doppio, caratterizzante sia tutta la storia sia la vita stessa dei personaggi”.

Vale a dire?
“Reginaldo e Luisa stanno separatamente tentando di uscire dal degrado della loro esistenza attraverso la strada di uno squallido e illusorio successo prestando una  sgangherata immagine all’imitazione dei loro idoli, Madonna per lei e Elton John per lui. Il doppio sussiste pure, per Reginaldo, nel rivelarsi del suo passato dove s’annida un fatto famigliare gravissimo, e, per Luisa, nell’interpretare continuamente una figura che non le somiglia, non ha nulla a che fare con lei”.

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Ceto popolare, linguaggio menomato (quello di lei ha una forte e artificiosa inflessione americana piena di cliché, le parole e i silenzi di lui rivelano una personalità dissociata e a tratti psicotica), il motel in cui i due s’incontrano è kitsch e sporco, e all’interno della stanza di lui c’è al muro un enorme crocifisso psichedelico (che s’illumina con la musica, e pare dialoghi con Reginaldo), e tutte le canzoni che sentiamo sono di Elton John. “La mia Luisa irrompe nella camera dell’altro nel punto esatto in cui Reginaldo sta tentando goffamente di ammazzarsi, e pur essendo lei in cerca di protezione, non riesce a fare a meno di far venire fuori la sua personalità straboccante, e il suo ottimismo su ogni cosa. Attraverso il suo carattere riuscirà ad instaurare un singolare rapporto col ‘giovanotto’ cinquantenne, e a fare un’inconsapevole trasfusione di vita a un uomo che non ha più motivi per vivere”.

http://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2015/02/15/news/mortelliti-107162355/

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