Cucinelli offre lavoro ai giovani: «Cerco persone con le mani sapienti per farne artigiani contemporanei»

Brunello Cucinelli, il re del cashmere, offre lavoro ai giovani e promette di farne artigiani contemporanei. Lo fa in una lettera alla pagina delle richieste di lavoro – ogni settimana viene pubblicato l’appello di una azienda – del Corriere della sera. «La nostra impresa – scrive Cucinelli – è alla ricerca di esseri umani con mani sapienti che possano coniugare lavori come: sarti, maglieriste, modellisti in modo contemporaneo e cioè utilizzando sì ago, forbici, filo ma anche laser, così da sentirsi artigiani contemporanei e nel contempo realizzarsi come persone di grande umanità e creatività, perché è di questa capacità di inventare, di essere visionari, che abbiamo bisogno».

Cucinelli e i giovani Cucinelli ricorda i valori della sua impresa «nata e cresciuta con gli ideali del valore umano e di un giusto profitto, un profitto che non danneggi l’umanità» e poi si rivolge ai «nostri giovani» che «sono un tesoro di umanità, di voglia di agire, di idee, di sogni, e i nostri giovani rispecchiano in pieno la grande capacità creativa che è tipica dell’Italia. Loro sono quelli che daranno vita ad un futuro di straordinaria bellezza del quale già si avvertono i primi segni gloriosi. Io – prosegue – credo e amo i giovani, riconosco la loro forza incredibile, una forza che dobbiamo in tutti i modi far emergere, perché saranno loro i protagonisti di domani». «Noi – afferma ancora sui giovani – dobbiamo essere per loro come la levatrice della Maieutica di Socrate; dobbiamo pensare alla loro vita, saranno loro a ricevere dalle nostre mani il mondo, dobbiamo fare tutto quanto possiamo perché le cose vadano nel migliore de modi».

Il lavoro artigianale L’imprenditore umbro sottolinea come «fino a qualche anno fa, e in certi casi ancora oggi, i giovani si avvicinavano con timore e imbarazzo al lavoro, in particolare ai lavori artigianali. Noi siamo responsabili di questo, perché effettivamente, ponevamo delle condizioni economiche e morali che deprimevano e offendevano la loro dignità di persone». Poi cita Papa Francesco, quando «parla di un “debito” che noi abbiamo verso i giovani. Ma – aggiunge – siamo responsabili e debitori anche per un altro aspetto, non meno importante: in passato a volte, alla ricerca di un profitto non troppo giusto, abbiamo alterato i valori che riguardano l’impresa, concentrandoci troppo sulle macchine a sfavore della componente umana. Così facendo abbiamo danneggiato l’artigianato vero, negando la sua natura più autentica, che è quella dell’arte».

Chi cerca Cucinelli Nella sua lettera Cucinelli afferma di non cercare «la specializzazione di chi sa fare un solo tipo di lavoro. La mia impresa – conclude – non cerca la specializzazione estrema, ma ha bisogno di persone di grande umanità e creatività, perché è di questa capacità di inventare, di essere visionari, che abbiamo bisogno, e tutto, nella nostra impresa, dal salario, ai rapporti umani, alla bellezza del luogo di lavoro, è stato pensato, progettato e realizzato per facilitare queste qualità».

 

Cucinelli offre lavoro ai giovani: «Cerco persone con le mani sapienti per farne artigiani contemporanei»

 

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