Dall’inferno agli abissi umani Le raffinate astuzie di Satana

 

A Rovigo, una mostra esplora il lato luciferino che attraversò la pittura a cavallo tra Otto e Novecento. Anche la letteratura (e l’immaginario) giocò su questo senso ambiguo

Nel 1872 un russo divorato dalla febbre del gioco scrisse I demoni, un romanzo-affresco su una umanità posseduta, mossa da un estremo istinto di distruzione creatrice. Nello stesso anno, un pittore (anche questo russo) dipinse una delle più singolari Tentazioni di Cristo: Gesù è solo, in mezzo al deserto, il demonio non è

Kramskoi «Gesu tentato» 1872
Kramskoi «Gesu tentato» 1872

visibile, non ha le consuete sembianze caricaturali (come, per esempio, nelle Prove di Cristo di Botticelli). Perché il demonio è in Cristo, è nella sua espressione perduta, nelle sue mani strette dall’ansia, nelle pietre aride. Così Fëdor Dostoevskij e Ivan Kramskoi hanno dato vita a una nuova, rivoluzionaria visione di Satana. In Russia, e forse non a caso: nella terra degli Zar il nichilismo assunse una fisionomia originale, sospesa tra la filosofia e la denuncia sociale. L’eclisse di Satana, o, meglio, la sua trasfigurazione, prende piede anche qui. Un’eclisse che, nel periodo al centro dalla mostra «Il demone della modernità», tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, poco alla volta trasforma il demonio in qualcosa di interiore. Nevrosi, sensi di colpa, rimorsi, tormenti modernissimi, poi sigillati dalle sentenze di Freud (se non c’è Dio non può esserci il demonio, diceva in sintesi) e, in definitiva, c’è la conferma della geniale intuizione di Baudelaire: «Il miglior trucco del diavolo è nel convincerci che non esiste»

http://www.corriere.it/cultura/15_febbraio_19/dall-inferno-abissi-umani-raffinate-astuzie-satana-3c66b0ac-b83e-11e4-8ec8-87480054a31d.shtml

 

(Visited 14 times, 1 visits today)