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Dante Santo subito per i debitori Italiani.

DiPaul Polidori

Apr 27, 2019

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Per le milioni di vittime di usura e segnalati nelle centrali rischi interbancari Dante merita beatificazione e santificazione.Durante Alighiero detto Dante  il maggior poeta cristiano e certamente un vero mistico: le sue critiche alla Chiesa romana, che sembrano riecheggiare  non dovrebbe essere motivo per cui la Chiesa non possa porre nel suo Paradiso colui che, in tutta la letteratura cristiana, ne ha dato la più splendente e ortodossa descrizione.Ma grava su santa Romana Chiesa la colpa di aver permesso ai Banchieri Usurai di redimersi dal peccato di usura pagando delle indulgenze alla Chiesa.Dante rappresenta per i cristiani l”ultimo.templare a difesa dei milioni di schiavi finanziari sottomessi alle banche da una chiesa assente sul tema dell’usura bancaria e non.Si stanno.confrontando in gran segreto migliaia di fedeli devoti alla santa missione del sommo poeta   cioè mandare all’ inferno.tutti.gli.usurai e quindi anche i banchieri.Il portavoce di questo sodalizio Luca Monti toscano verace e studioso di templarismo in una nota ha affermato: Io.e tutti devoti al sommo poeta vogliamo  restituirgli quella Santità che la chiesa gli ha negato.perché ormai finanziata dallo.sterco del diavolo ” il denaro”.A nostro avviso continua Luca monti, giorno in cui Dante morì, il 14 settembre, dì dell’Esaltazione della Santa Croce, festività della Chiesa cattolica, della Chiesa ortodossa e di altre confessioni cristiane. In essa si commemora la croce sulla quale fu inchiodato il Messia. La ricorrenza è generalmente collocata il 14 settembre, giorno in cui celebra la consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. 
Come è noto, la Croce è pure simbolo templare: che Dante fosse un cripto-templare è probabile. La Croce è il più universale dei simboli primari: rappresentando il punto di intersezione tra su e giù, destra e sinistra, implica l’unificazione del dualismo nella totalità. Può assumere valenza sia spaziale sia temporale. Si riferisce a situazioni cronologiche nella cultura dei Sumeri. 
Dante era un pitagorico, forse un appartenente alla Confraternita dei Fedeli d’Amore: il suo sapere, in cui erano amalgamate la tradizione esoterica cristiana, quella islamica ed ebraica, trasmesse da una catena di precedenti maestri, si coagula nell’insegnamento anagogico ed ermetico della Commedia, capolavoro cifrato che lascia trasparire simboli poi confluiti, tra gli altri, soprattutto nei Rosacroce, esponenti cinquecenteschi di un antichissimo cenacolo di iniziati. 
La Rosa è emblema che nella “Commedia” assurge a notevole rilievo, il cui valore, insieme con quello di altre immagini e dei numeri, fu studiato da René Guénon nel saggio “L’esoterismo di Dante”. Di solito la “candida rosa” descritta nel Paradiso è interpretata come emblema dell’Amore celeste. La Rosa simboleggia il Centro, la Verità, il Cuore, l’Eros mistico (“Eros” è anagramma dei termini francesi ed inglesi “rose”). Nel rosone delle chiese romaniche e gotiche si fondono adombramenti cosmico-cronologici e spirituali. 
Che il Nostro fu vittima di una congiura, forse nell’ambito della persecuzione contro i Templari, è ipotesi percorribile, benché gli indizi (la morte tra il 13 ed il 14 settembre, il nascondimento degli ultimi tredici canti del “Poema sacro”, l’appartenenza di Dante ad una cerchia di adepti…) siano , ad oggi, molto labili per tentare di stabilire la verità. 

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Dir. artistica Emanuela Petroni
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