David Bowie, un anno senza l’artista. Tante le celebrazioni in tv e a Londra

David Bowie, un anno senza l’artista. Appena archiviato il 2016 che ha portato una serie devastante di morti nel mondo della musica, concluso, la notte del 25 dicembre, con quella improvvisa di George Michael, che nel 2017 è già tempo di prendere atto che è già passato un anno dallo sconvolgente lutto che ha inaugurato questa triste sequenza di addii: la morte di David Bowie. Bowie è morto il 10 gennaio, due giorni dopo l’uscita di “Blackstar”, un album sconvolgente in cui, anche attraverso i video, annunciava la sua morte, rendendo plastico e terribilmente reale il legame tra arte e vita.

“Blackstar, tra l’altro, è stato il vinile più venduto del 2016. E nella top ten, Bowie occupa altre due posizioni: la sesta con la raccolta “Nothing Has Changed” e l’ottava con “The Rise And Fall Of Ziggy Stardust”. Solo per la cronaca, al secondo posto c’è “Back To Black”, della mai troppo rimpianta Amy Whinehouse. Un anno è un tempo troppo breve per poter valutare il vuoto lasciato da un gigante come Bowie che l’8 gennaio avrebbe compiuto 70 anni: nel frattempo è andato in scena “Lazarus”, il musical basato sul romanzo di Walter Tevis, “L’uomo che cadde sulla terra” che ha ispirato il film di Nicolas Roeg e che insieme a “Blackstar” è stato l’ultimo progetto cui il “Duca Bianco” ha lavorato. Vale la pena ricordare che il cd del musical, in cui cantanti non noti interpretano alcuni dei capolavori di Bowie, è stato registrato l’11 gennaio, 24 ore dopo la sua morte. Fino al 13 novembre scorso, il Mambo di Bologna ha ospitato invece la straordinaria mostra “David Bowie Is”, un percorso attraverso la vita e le opere di uno dei personaggi più influenti della seconda metà del ‘900.

Ora è tempo di commemorare. Sky Arte lo ricorda alle 21.15 con la prima visione tv del documentario diretto da Sonia Anderson Bowie – The Man who changed the world con interviste a Bowie, ai suoi amici, ai suoi collaboratori, filmati dei suoi live storici e immagini di archivio. VH1, sul canale 67 del digitale terrestre, a partire dalle 19, dedicherà la sua programmazione del 10 gennaio a David Bowie: fino alle 21 saranno trasmessi i suoi video, poi alle 21, quando verrà trasmessa la prima visione assoluta del documentario “David Bowie – The Last Five Years”, prodotto dalla BBC e diretto da Francis Whately, The Last Five Years esplora gli ultimi anni della vita a New York, durante i quali Bowie scrisse e pubblicò The Next Day, l’ultimo capolavoro Blackstar e il musical Lazarus.A seguire “L’uomo che cadde sulla terra” di Nicolas Roeg con Bowie nei panni dell’alieno umanoide Thomas Jerome Newton e “Jazzin For Blue Jean”, il mini film di Julian Temple dedicato a “Blue Jean”. A Londra, oggi il Victoria & Albert Museum, che per primo, nel 2013, ha ospitato la mostra “David Bowie Is”, dedicherà all’uomo di “Starman” una giornata evento cui parteciperanno, tra gli altri, Nicholas Pegg, uno dei più accreditati studiosi di Bowie e Jonathan Barnbrook, autore, tra l’altro, della copertina di “Blackstar”.

Martedì invece i cinema inglesi programmeranno “David Bowie: Sound And Vision”: verranno proiettati “The image” (cortometraggio del 1967 con un Bowie appena 20enne), “Jazzin’ for Blue Jean” (video di 20 minuti realizzato da Julien Temple nel 1984 con due tracce tratte dall’album “Tonight”), “Let’s dance: Bowie down under” (cortometraggio di Rubika Shah, datato 2015, che racconta la storia della hit del 1983) e, infine, “Reality” (filmato di 30 minuti, diretto da Steve Lippman, uscito nel 2003). Importanti iniziative sono previste sui canali radiofonici e televisivi della Bbc.

E sempre oggi, alla London O2 Academy Brixton, ci sarà una serata promossa da Gary Oldman, grande amico di Bowie: sul palco si alterneranno musicisti che nel corso delle rispettive carriere hanno avuto modo di suonare con e per David Bowie, da Mike Garson a Earl Slick, passando per Adrian Belew, Mark Plati, Gerry Leonard, Gail Ann Dorsey, Sterling Campbell, Zachary Alford, Holly Palmer e Catherine Russell. L’11 febbraio, invece, sarà pubblicato un vinile picture disc di “Sound and Vision”, il singolo estratto da “Low”, (esattamente quarant’anni dopo la pubblicazione del 45 giri che sul lato B aveva “A New Career In A New Town”). Sul lato A del picture disc, che sulle due facciate avrà stampate immagini del film “L’uomo che cadde sulla terra”, ci sarà una versione rimasterizzata di “Sound and Vision”, mentre il lato b conterrà il remix della traccia a cura di Sonjay Prabhakar, già pubblicato nel 2013. Intanto in libreria è arrivato “Bowie”, un libro saggio (ed. Il Mulino) di Simon Critchley, filosofo, professore, esperto di Heidegger e fan sfegatato, che analizza, in modo non sistematico, l’opera di Bowie con un approccio insolito che mette in luce la natura del legame che tiene unito il fan al suo idolo.

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2017/01/07/e-gia-un-anno-senza-david-bowie_f905c40b-d62c-4515-a24a-cff8af68ab46.html

 

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