Dieselgate: Fca bene in Borsa. Sospetti anche su Renault, titolo giù

Le Borse europee proseguono stabilmente in terreno positivo con l’indice Euro Stoxx che guadagna lo 0,8% a 3.319 punti. Piazza Affari è maglia rosa tra i listini del Vecchio Continente con il Ftse Mib in rialzo dell’1,4% a 19.431 punti. Bene Parigi che guadagna lo 0,8%, Francoforte +0,6% e Londra +0,3%. Tutti i settori sono in rialzo con la finanza in positivo dell’1% e l’industria +0,4%. Sul fronte dell’industria automobilistica a Parigi il titolo Renault perde il 2,1% a 84,12 euro, dopo la notizia che tre giudici indagheranno sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei motori diesel. A Milano, invece, il titolo Fca guadagna il 3,6%, dopo il crollo della vigilia. In rialzo anche Exor, il titolo della holding della famiglia Agnelli, che guadagna il 5,8%. A Piazza Affari spicca Ubi in rialzo del 7,5% a 3,32 euro. In luce tutto il settore bancario con Banco Bpm in rialzo del 4,2%, Unicredit +4,3% e Bper 3,5%.

Ue, notizie dagli Usa “preoccupanti”  – Le accuse delle autorità Usa verso Fca “sono preoccupanti”. Così la portavoce della Commissione europea, Lucia Caudet. Bruxelles – dice – “è in contatto costante con le autorità americane” che hanno informato “ieri” l’esecutivo europeo di aver ricevuto “insufficienti informazioni” sul controllo delle emissioni. La Commissione, prendendo nota delle osservazioni, “lavora con l’Epa, le autorità nazionali e con Fca per verificare le implicazioni potenziali per i veicoli nella Ue”, ha aggiunto la portavoce.

Renault: sospetti su motori diesel, titolo crolla  – Tre giudici francesi indagheranno sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati: è quanto riferisce la procura di Parigi. La notizia ha fatto crollare il titolo in borsa, che sta perdendo il 4,06% a 82,05 euro.
Il fascicolo giudiziario è stato aperto il 12 gennaio scorso. Dopo lo scandalo Volkswagen, una commissione indipendente di esperti aveva constatato l’importante sforamento del limite massimo di emissioni inquinanti su alcuni veicoli diesel venduti in Francia da diversi costruttori, tra cui Renault. Alle undici il titolo perdeva circa il 4% alla Borsa di Parigi.

“Renault rispetta la legislazione francese ed europea. I veicoli Renault sono sempre stati omologati conformemente alla legge e alle regolamentazioni. Sono conformi alle norme in vigore. I veicoli Renault non sono equipaggiati di software di frode ai dispositivi anti-inquinamento”: è quanto si legge in una nota diffusa da Renault dopo l’apertura di un fascicolo giudiziario sul sospetto di emissioni truccate.

Sul titolo Fca si posizionano in maniera differente i gestori. Fino ad oggi, su 30 analisti che seguono il titolo, 10 consigliavano di vendere e 14 di comprare. Equita alza il taget price a 9,8 (+6%) ma se prima consigliava ‘buy’ ora più cautamente assegnano un ‘hold’. EXANE (underperform). Exane consiglia cautela, per Jefferies è ‘buy’ e vedono come ‘fondamentale’ la disponibilità di FCA a collaborare con l’Autority americana. Kepler Cheuvreux (hold) e Mediobanca, sottolineano le differenze con lo scandalo Volkswagen e un rischio più limitato con una multe che, considerando il numero delle auto coinvolte, potrebbe essere tra 450 milioni e 3,4 miliardi di dollari nel peggiore dei casi ma credono che l’Epa propenderà eventualmente per la pena minore.

Gli Stati Uniti accusano Fca di violazione delle norme sulle emissioni per le auto diesel, con l’uso di un software illegale per aggirare i test (GUARDA IL VIDEO). Accuse per le quali rischia una sanzione fino a 4,63 miliardi di dollari. Immediata la reazione del titolo Fca, che affonda a Piazza Affari e Wall Street, arrivando a perdere fino al 18%. La casa automobilistica si difende, spiegando di rispettare le regole e dicendosi pronta a collaborare. Il caso Fca ‘‘non ha nulla in comune con Volkswagen” afferma secco Sergio Marchionne. A pochi giorni dall’addio dell’amministrazione Obama e a poche ore dal patteggiamento da 4,3 miliardi di dollari con Volkswagen per il dieselgate, l’Agenzia per la Protezione Ambientale americana punta il dito contro Fca, accusandola di aver usato un software per aggirare i test sulle emissioni diesel, consentendo cosi’ emissioni superiori ai limiti su circa 104.000 auto.

Nel mirino delle autorita’ americane ci sono i Jeep Grand Cherokee e i Dodge Ram con motore 3 litri diesel. Le violazioni di cui Fca e’ accusata implicano una sanzione fino a 44.539 dollari per auto, per un totale di 4,63 miliardi di dollari. In base agli stessi calcoli, Volkswagen per il dieselgate avrebbe potuto pagare una sanzione massima di 17 miliardi di dollari. ”Non comunicare” l’esistenza di un ”software che influenza le emissioni e’ una seria violazione della legge, che puo’ tradursi in un pericoloso inquinamento dell’aria che respiriamo” afferma l’Agenzia per la Protezione Ambientale in una nota. ”Continuiamo a indagare la natura e l’impatto di questi software. Tutte le case automobilistiche devono giocare con le stesse regole” aggiungono le autorita’ americane, secondo le quali il software usato da Fca ha molte somiglianze con quello di Volkswagen. Mentre le indagini proseguono, aggiungono le autorita’ americane, Fca non ha finora offerto una spiegazione accettabile su come i dispositivi siano conformi alla legge. Fca e’ stata avvertita mercoledi’ dalle autorita’ che qualcosa era in arrivo, ed e’ venuta a conoscenza dell’oggetto solo nella prima mattinata di giovedi’, alle 8.00 del mattino locali. Il comunicato ufficiale dell’Epa e’ arrivato alle 11.00. Fca si difende dalle accuse: dicendosi ”delusa” per l’uscita pubblica dell’Epa, spiega che i suoi ”sistemi di controllo delle emissioni rispettano le normative applicabili”. La societa’ si impegna a collaborare con l’Epa e con la prossima amministrazione per presentare il proprio caso. Marchionne difende a spada tratta Fca: non c’e’ nessuno software illegale, e ”per quanto conosco questa societa’, posso dire che nessuno e’ cosi’ stupido” da cercare di montare un software illegale. Poi rassicura: ”sopravviveremo anche se saremo multati fino a 4,6 miliardi di dollari”.

E ieri il titolo Fca è affondato in Borsa. Gli analisti invitano alla cautela. La reazione del titolo Fca alle accuse ”sembra esagerata”, soprattutto perche’ la controversia e’ alle battute iniziali e non ci sono i dati di un potenziale impatto finanziario, afferma John Murphy, analista di Bank of America. Una multa da 4 miliardi sarebbe nella parte alta della forchetta che puo’ essere valutata e ogni eventuale risoluzione dovrebbe costare meno a Fca, aggiunge Murphy. Michelle Krebs, analista di AutoTrader, mette in guardia sul fatto che ”dobbiamo fare attenzione a non saltare a conclusioni sul fatto fatto che il caso Fca e’ lo stesso di Volkswagen”.

 

http://www.ansa.it/canale_motori/notizie/attualita/2017/01/12/fca-verso-accusa-usa-violate-norme-emissioni-diesel_735f5e88-75ea-412a-b7ea-1d992b3f9f98.html

 

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