E’ morto Lando Fiorini, ultima grande voce della canzone romana

È morto a Roma il cantante Lando Fiorini. Aveva 79 anni. Una vita dedicata alla canzone romana, era stato interprete di tutti i grandi classici della tradizione che aveva portato in tv, dove aveva partecipato a tanti varietà, e a teatro, protagonista di numerosi musical. Un artista “dal core grosso”: così lo saluta con un tweet il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Il “core grosso” Lando ce l’aveva davvero, era un “romano de’ Roma” ultradoc, piacione e generoso. Aveva aperto il Puff, uno dei cabaret storici della capitale e fra i più conosciuti d’Italia, per vanità e piacere della compagnia: voleva un palcoscenico tutto suo sul quale esibirsi ma anche far esibire, trovare nuovi talenti, far divertire il pubblico, “insegnare” in qualche modo la tradizione della canzone romana alla quale non ha mai abdicato. Gli va riconosciuto il grande merito della coerenza: non cercò mai di assecondare le mode e i gusti del pubblico ma rimase sempre fedele alla propria storia, alla propria cultura e alla storia della propria città. Anche quando lo criticavano definendolo fuori tempo o trash. Neanche a dirlo, era un romanista di ferro.

Lando Fiorini, vero nome Leopoldo, era nato a Roma, a Trastevere, nel 1938. La famiglia era modesta e i figli erano otto e i genitori, non potendo allevarli tutti come avrebbero voluto, affidarono Lando a una coppia che viveva nel Modenese, dove anche lui si trasferirà e trascorrerà l’infanzia e parte dell’adolescenza. Quando torna a Roma il peggio è passato, l’Italia prova a rimettersi in piedi, Lando fa i lavori più disparati, l’aiutante di un barbiere, il meccanico di biciclette, dà una mano a i Mercati generali di via Ostiense. E lì canta, canticchia, si diverte ma è evidente che dietro a quel divertimento c’è un talento. Alcuni amici lo spingono a tentare la fortuna. Siamo agli inizi degli anni Sessanta quando partecipa con successo al Cantagiro e si piazza terzo dopo Celentano e Don Backy. Il gioco è praticamente fatto. Il grande successo arriva nel 1962, quando mette piede nel tempio del musical e del varietà: è il Serenante nella prima edizione del celebre Rugantino di Garinei e Giovannini. La sua Ciumachella de Trastevere piace al pubblico, lo spettacolo va in tounée negli Stati Uniti e Fiorini diventa, per gli americani, “il nuovo Claudio Villa”.

Sono di quegli anni le tante partecipazioni a programmi radiofonici, come Arciroma, e televisivi, da Dizionarietto musicale a Il paroliere, questo sconosciuto a Ciao mamma e Adesso musica. Comincia a sfornare un album all’anno, Roma mia nel ’63, Passeggiate romane nel ’65, Roma sei sempre tu nel ’66. Partecipa a Canzonissima e Un disco per l’estate e al cinema compare in Storia di fifa e di coltello – Er seguito der più con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (la parodia di Er più – Storia d’amore e di coltello di e con Adriano Celentano). Nel 1968 fonda il Puff, uno dei più famosi cabaret italiani, nel cuore di Trastevere. Per anni è sold out ogni sera. 

E dopo il cinema, la televisione: nel 1972 gira a Torino Ciao, torno subito, una serie in quattro puntate con Toni Ucci, Rod Licary e Ombretta De Carlo. Ed è un cult dell’epoca la sua cover di Cento campane, sigla dello sceneggiato Il segno del comando cantata da Nico Tirone, con la quale Fiorini qualche anno dopo parteciperà a Canzonissima, mentre nel ’74 porterà in finale, a Un disco per l’estate, Er monno, che si aggiunge ai suoi grande successi come Barcarolo romanoPupo biondoPonte molloSo’ stato er primo a fatte di’ de sì.

Torna in tv nel ’76, accanto a Maria Rosaria Omaggio con la quale conduce il programma Er Lando furioso. E per la miniserie tv Il fauno di marmo scrive la canzone Un sogno di marmo, con musica di Stelvio Cipriani. In tv lo vuole anche Erminio Macario, con il quale registra a Milano due puntate del varietà tv Macario più. Quello di Lando Fiorini è un successo che non ha flessioni, per tutti gli anni Ottanta continua a pubblicare raccolte e album di grande successo, Momenti d’amoreTra i sogni e la vitaE adesso… l’amore (con brani firmati per lui, fra gli altri, da Franco Califano, Amedeo Minghi, Renato Rascel, Carlo Rustichelli, Armando Trovaioli). Continuerà a produrre anche per tutti gli anni Novanta, con una partecipazione al Festival di Sanremo: nel 1994, con La squadra italiana (undici artisti, omaggio alla Nazionale di calcio nell’anno defi Mondiali: Giuseppe Cionfoli, Jimmy Fontana, Rosanna Fratello, Wilma Goich, Mario Merola, Gianni Nazzaro, Wess, Toni Santagata, Manuela Villa, Nilla Pizzi) e il brano Una vecchia canzone italiana.

Negli ultimi anni Fiorini si divideva fra musica e apparizioni televisive. E’ stato l’erede e l’alfiere di una tradizione ormai quasi del tutto sparita, un pezzo dello storia di Roma che lascia un segno nella storia della canzone italiana.

 

http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2017/12/09/news/morto_lando_fiorini-183605251/

 

 

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