“Elisa uccisa due volte, come donna e come lesbica”: delitto di Piacenza, parlano gli amici

Era ossessionato da lei, dall’idea di quell’amore non corrisposto, che alla fine gli ha fatto “perdere la testa”. Così Massimo Sebastiani, 45 anni, ha confessato alle forze dell’ordine l’omicidio di Elisa Pomarelli, 28 anni, il cui corpo è stato ritrovato ieri nei boschi nei dintorni di Piacenza dopo una decina di giorni di incessanti ricerche. A risolvere il mistero è stato proprio il killer, che in mattinata è stato individuato dai carabinieri nella zona di Costa di Sariano, nel comune di Gropparello, e si è infine consegnato senza opporre resistenza. Portato in caserma, ha raccontato gli ultimi istanti di vita di Elisa, che ha ucciso il giorno stesso della sua scomparsa, domenica 25 agosto, al termine di un pranzo consumato insieme a “La tana del lupo”, un’osteria tra i vigneti del Gutturnio. Poi, il raptus. L’ha uccisa, molto probabilmente strangolandola dal momento che non sembra ci siano altre ferite sul cadavere della donna, e ne ha seppellito il corpo sotto un bel po’ di fogliame e dietro la casa di Silvio Perazzi, il padre della sua ex fidanzata.

“Elisa Pomarelli è stata uccisa due volte: come donna e come lesbica, perché ha rifiutato il suo assassino – dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center -. Un femminicidio premeditato e compiuto come atto punitivo per Elisa, in quanto donna lesbica. Quanto accaduto dimostra quanto siamo indietro sui diritti delle donne e delle persone lesbiche, gay e trans. È importante che al più presto venga approvata una legge contro l’omofobia, che preveda anche percorsi formativi e culturali dalla scuola primaria e nella società, per abbattere il pregiudizio e la discriminazione contro le donne e le persone lesbiche, gay e trans. L’assassino dovrebbe essere condannato due volte e giudicato senza alcuna attenuante”.

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