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Cina, l’habitat del panda è salvo

DiPaul Polidori

Gen 17, 2016

L’habitat naturale del panda è salvo. Ci sono voluti 2 anni di indagini sul campo, con il telerilevamento e l’analisi delle mappe satellitari per scoprire i tagli illegali di circa 1300 ettari di foreste del Sichuan, ma alla fine Greenpeace ce l’ha fatta. Il simpatico mammifero in via d’estinzione potrà continuare a spostarsi e a nutrirsi nelle fitte foreste di bambù e conifere.

 

«Grazie alle nostre indagini – spiega Yi Lan, campagna foreste di Greenpeace Asia orientale – abbiamo ottenuto la protezione di foreste che sono vitali per il panda. È un segnale positivo che dovrebbe costituire un primo passo per una riforma nazionale: 1/3 delle foreste cinesi, è a rischio a causa di una falla nel sistema normativo».

In pratica, in risposta alle denunce dell’organizzazione ambientalista sul taglio illegale di circa mille e trecento ettari di foreste del Sichuan, habitat del panda e Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, l’Ufficio delle Foreste del Sichuan ha aperto 15 indagini giudiziarie e 8 procedimenti amministrativi nei confronti di 22 funzionari pubblici, assicurando che proteggerà le foreste.

Un segnale importante per il panda che, a causa del disboscamento irresponsabile e selvaggio del suo habitat naturale, incontra sempre più difficoltà nel trovare germogli di bambù necessari al suo sostentamento. Proprio la ricerca di cibo lo spinge a spostarsi continuamente, esponendosi ai pericoli del bracconaggio e alle infrastrutture costruite dall’uomo. Greenpeace chiede al

«governo cinese di sanare al più presto questa falla in modo da rispettare gli obiettivi nazionali di protezione delle foreste».

Esiste, una scappatoia nel “Regolamento tecnico per la ricostruzione delle foreste a basso rendimento” che autorizza a sostituire la foresta con piantagioni più redditizie in nome di una  “rigenerazione forestale”. Le provincie dello Yunnan e dello Zhejiang sono interessate da queste pratiche. Di qui, la necessità di Greenpeace di ampliare la tutela del panda, come nel caso delle specie che vivono nelle foreste del Sichuan.

«Abbiamo chiesto a Pechino di sanare al più presto questa falla, e continueremo a monitorare la situazione affinché la protezione di queste aree non resti solo sulla carta».

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Cina, l’habitat del panda è salvo

 

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